Vocazione: Notarstefano (vicepresidente Ac), “aiutare a riaprire uno sguardo positivo sulla realtà”

“Aiutare a riaprire uno sguardo positivo sulla realtà”. È la sfida per i credenti indicata questa mattina da Giuseppe Notarstefano, vicepresidente settore adulti di Azione Cattolica, intervenendo al convegno nazionale vocazionale “Come se vedessero l’invisibile” in corso a Roma per iniziativa dell’Ufficio nazionale per la pastorale delle vocazioni della Cei. Notarstefano ha sottolineato come “viene rilanciato dal magistero di Papa Francesco l’importanza di un impegno sociale” dei credenti: “L’impegno sociale e politico – ha spiegato – non è qualcosa che viene dopo l’evangelizzazione, la catechesi, la formazione, l’orientamento vocazionale ma è dentro, durante, connesso”. E se nel mondo e in Italia stiamo vivendo “una fase particolarmente difficile”, bisogna riconoscere che come nell’agone politico come credenti “ci siamo difesi, ci siamo un po’ nascosti. Qualcuno ci dice che siamo diventati irrilevanti come credenti, poco significativi”. In una “vita quotidiana che rischia di essere frammentata”, caratterizzata da “una precarietà esistenziale che riguarda particolarmente ma non solo i giovani”, secondo Notarstefano “l’impegno del credente nella vita politica in primo luogo deve connaturarsi come un gesto di fiducia verso il futuro, verso la possibilità di riaprire gli orizzonti, le visioni di cambiamento. Un cambiamento che non solo è necessario ma è possibile in una dinamica sociale inclusiva, coinvolgente”. Il vicepresidente di Azione Cattolica ha richiamato l’importanza di “fare politica sotto le parti, prendendo la parte dei più marginali, dei più fragili, dei vulnerabili”. Questo, ha proseguito, “chiede una doppia sfida”: da un lato, “sentiamo il compito storico di rilanciare la partecipazione alla vita politica rivitalizzando gli strumenti e le Istituzioni democratiche”; dall’altro, “dobbiamo saper abitare il pluralismo e la complessità” attraverso “dialogo e confronto argomentato”. “Non possiamo accontentarci – ha ammonito – di convenire con un ‘like’, di ridurre il nostro consenso ad un ‘mi piace’. Abbiamo bisogno di costruire il consenso attraverso una nuova capacità argomentativa”. “La grande sfida della politica è provare a rimettere insieme le persone, a darci luoghi, spazi e tempi in cui confrontarci insieme agli altri e rimparare a discutere in una logica di rispetto”, ha concluso invitando a guardare il mondo con uno “sguardo contemplativo” capace “di riconoscere il bene che è in atto, i processi innovative che ci sono, le realtà sociali che operano”.

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