Vocazione: Enrico Petrillo, “mia moglie Chiara è la mia strada, un faro che mi indica la direzione”

“La fede di don Tonino ha accompagnato anche me e Chiara nei giorni della sua malattia e ci ha dato molto coraggio”. Enrico Petrillo, marito di Chiara Corbella, prende la parola dopo mons. Angiuli al convegno nazionale vocazionale “Come se vedessero l’invisibile” in corso fino a domani a Roma per iniziativa dell’Ufficio nazionale per la pastorale delle vocazioni della Cei. Poco prima, mons. Angiuli ha parlato della santità di don Tonino Bello; ricordando la moglie Chiara Corbella Petrillo, morta nel 2012, Enrico parte dal santo vescovo e poi afferma: “Essere stato fidanzato e marito di Chiara è stato riscoprire me stesso. Chiara è la mia strada, lo è stata in vita e lo è adesso. È un faro che mi indica la strada e la direzione”. “Ho avuto la grazia di vederla morire – aggiunge -. Un giorno terribile e al tempo stesso meraviglioso. Auguro a me stesso di morire così e lo auguro anche a voi. Morire senza perdere la relazione con Dio”. Chiara, conclude, “è realmente la mia strada. Mi indica il modo per fare centro”.

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