Salute: Ospedale Bambino Gesù, i consigli degli esperti per ridurre il rischio di bronchiolite nei più piccoli

Alcuni semplici accorgimenti possono ridurre il rischio per i più piccoli di contrarre la bronchiolite che ha già causato quasi 300 accessi nell’ultimo mese all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Anzitutto evitare il contatto con adulti o fratellini più grandi raffreddati, lavarsi le mani ogni volta che si prende in braccio un neonato o un lattante, non fumare in casa. “La bronchiolite – spiega Renato Cutrera, responsabile di broncopneumologia al Bambino Gesù – è una patologia virale che colpisce i bambini sotto i due anni”. In presenza di tosse e difficoltà respiratorie gli esperti del nosocomio invitano a non improvvisare diagnosi e a rivolgersi al pediatra di famiglia. Il virus provoca un’ostruzione dei bronchi più piccoli dovuta al catarro. Il bambino va aiutato a liberare le prime vie aeree con dei lavaggi nasali e va sostenuto nella nutrizione frazionando i pasti. Consigliabile incentivare il più possibile l’allattamento al seno perché il latte materno contiene fattori protettivi per questa patologia. In casi particolari il pediatra può disporre l’invio in ospedale. In bambini molto piccoli o che già presentano patologie di base come cardiopatie congenite, sindromi genetiche, prematurità, c’è infatti il rischio di gravi difficoltà respiratorie che richiedano il ricovero. La bronchiolite, soprattutto da virus respiratorio sinciziale, è la prima causa di ospedalizzazione del bambino sotto l’anno di vita. È opportuno rivolgersi direttamente al pronto soccorso solo nel caso in cui il bambino presenti una difficoltà respiratoria molto grave o addirittura abbia assunto un colorito cianotico delle dita delle mani o intorno alle labbra. Nel dicembre appena trascorso sono stati quasi 300 gli accessi al Bambino Gesù per bronchiolite; ricoverati il 51% dei bambini.

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