Migranti: Cir, “Paesi Ue indifferenti. Individuare al più presto porto sicuro per i 49 a bordo di Sea Watch e Sea Eye”

Il Consiglio italiano per i rifugiati (Cir) esprime “sconcerto e vivissima preoccupazione per la drammatica attesa alla quale si stanno costringendo 49 persone, tra cui bambini molto piccoli, a bordo delle navi Sea Watch 3 e Sea Eye”.
“Nonostante le condizioni meteorologiche avverse e in rapido peggioramento – sottolinea il Cir, in una nota -, nessun Paese Ue ha dato finora disponibilità ad aprire i propri porti per mettere al sicuro queste persone già fortemente provate”.
Per il Cir, “il rifiuto e l’indifferenza con i quali i Paesi europei stanno perpetrando una situazione di pericolo a scapito di persone in bisogno di protezione rappresenta non solo una gravissima violazione del diritto internazionale e dei diritti umani fondamentali, ma anche una preoccupante assenza di umanità”.
Nel 2018, rivorda la nota, “sono arrivati in Italia poco più di 20.000 persone e il Ministro dell’Interno ha ribadito, ancora una volta, con una pervicacia degna di miglior causa, la chiusura dei porti italiani”.
“Questa è la straordinaria situazione in cui ci siamo cacciati: pensare che il destino del nostro Paese sia legato all’approdo di quaranta o più disperati che rischiano la vita in mare per fuggire da guerre e persecuzioni”, dichiara il direttore del Cir, Mario Morcone.
Il Cir chiede, perciò, “alle istituzioni italiane ed europee che venga al più presto individuato un porto sicuro perché sia data legittima accoglienza alle persone a bordo delle due navi”.

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