Diocesi: Perugia, oggi visita del card. Bassetti all’Hospice. “Una società che pretendesse di guardare al futuro senza sguardo materno sarebbe miope”

“Oggi Papa Francesco è spiritualmente accanto a tutti noi in questa nostra celebrazione eucaristica, in modo particolare ai pazienti, ai loro familiari e al personale sanitario dell’‘Hospice’, perché sa che sono qui con voi avendolo incontrato ieri mattina”. Così il cardinale arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha salutato oggi i numerosi partecipanti alla Messa presso il Centro residenziale di cure palliative “Hospice” dell’Usl 1 Umbria di Perugia. Il cardinale ha dedicato a questa struttura sanitaria pubblica la sua prima visita pastorale del 2019 come segno di attenzione verso quei degenti che non possono più ricevere cure a domicilio. Nel 2018 sono state assistite 227 persone presso l’“Hospice” perugino. Il card. Bassetti, nell’introdurre la celebrazione eucaristica, ha parlato dell’“Hospice” come della sua cattedrale, perché, ha spiegato, “dove va il vescovo a celebrare lì è la cattedrale, ma cattedrale significa anche il punto di confluenza di tutta la Chiesa. Oggi io vi porto la preghiera e l’affetto di tutta la nostra Chiesa, ad iniziare dalla vicinanza del Santo Padre”.
“La Madonna – ha detto nell’omelia – ci aiuti a curare gli altri, a guardare ai nostri fratelli, alle nostre sorelle, ai piccoli, a quelli che soffrono, ai malati, ai bisognosi, ci aiuti a guardarli tutti con la sua tenerezza. Una società che pretendesse di guardare al futuro senza sguardo materno sarebbe miope e basata solo su guadagno, interessi ed egoismi”.
“C’è tanto dolore, disperazione, solitudine e amarezza nelle persone – ha concluso il cardinale –, spesso anche rabbia per un motivo o per un altro. Abbiamo bisogno tutti, iniziando da me e dai nostri fratelli ricoverati all’‘Hospice’, di dire a Maria: ‘Vita, dolcezza e speranza nostra’. Dalla Madre di Dio abbiamo bisogno di imparare l’eroismo nel donarci, la fortezza nell’avere pietà, la sapienza e la mitezza perché sembra che il mondo sia fatto solo di prepotenti e di chi urla di più. Maria prendici per mano insieme ai fratelli più fragili, che sono ospiti qui, così da poter superare i tornanti più tortuosi della nostra vita”.

Al termine della celebrazione il porporato ha fatto visita ai degenti, intrattenendosi con i loro familiari, accompagnato dalla responsabile dell’“Hospice”, Susanna Perazzini, e dal cappellano, don Domenico Lucchiari. Ad ogni degente il cardinale ha donato un piccolo presepe realizzato dai ragazzi dell’Associazione pro-portatori handicap “Appha” di San Valentino della Collina guidata da suor Margherita Cordaro, laica consacrata di San Domenico.

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