Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Mafia, arresti nel Nisseno. Gibuti, strage di migranti diretti nei Paesi arabi

Cronaca: Caltanissetta, 17 arresti per associazione mafiosa, omicidio, estorsione e traffico di droga

Arresti in provincia di Caltanissetta per un’azione antimafia. I Carabinieri del Ros stanno eseguendo in queste ore a Mussomeli, nel Nisseno, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 17 indagati a vario titolo per associazione mafiosa, omicidio, estorsione e traffico di stupefacenti. Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Caltanissetta, hanno permesso di ricostruire le dinamiche interne al mandamento mafioso, facendo luce anche su l’omicidio di Gaetano Falcone, avvenuto a Montedoro il 13 giugno del 1998. Documentate inoltre le estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti e il traffico di stupefacenti.

Gibuti: tragedia in mare, si capovolge imbarcazione di migranti del Corno d’Africa. Oltre 50 morti

Sono finora 52 i corpi ritrovati in mare al largo di Gibuti, nel Corno d’Africa, dopo il naufragio di due imbarcazioni di migranti capovolte durante una mareggiata. Si presume che i dispersi siano una sessantina. A bordo c’erano circa 130 persone. Lo ha confermato l’Agenzia dell’Onu per le migrazioni, mentre i cadaveri si allineano via via sulla spiaggia. Sedici sopravvissuti sono stati tratti in salvo. Il naufragio è avvenuto ieri, ma le operazioni di soccorso proseguono oggi. Testimoni hanno riferito che enormi onde hanno fatto capovolgere le imbarcazioni una mezz’ora dopo la partenza. Migliaia di migranti dalla regione del Corno d’Africa partono ogni anno da Gibuti per attraversare lo stretto di Bab al-Mandeb e raggiungere la penisola arabica, nella speranza di trovare lavoro nei Paesi del Golfo. In maggioranza si tratta di etiopi. La traversata è pericolosa, con gli scafisti che a volte costringono i migranti a gettarsi in mare prima dell’arrivo a destinazione. Contro alcune imbarcazioni è stato fatto fuoco dalle coste dello Yemen, dove continua il conflitto tra le forze governative sostenute dai sauditi e i ribelli Houti.

Corsica: Bastia, suicida dopo la sparatoria per le strade della città. Bilancio pesante: un morto e sei feriti

Si è suicidato l’uomo che, a Bastia, in Corsica, ieri pomeriggio aveva aperto il fuoco sui passanti, uccidendo una persona e ferendone altre 6. Lo hanno riferito i media francesi. L’uomo, barricato da ore, si sarebbe sparato dopo un lungo negoziato con le forze dell’ordine. La fine dell’incubo a Bastia, con il suicidio dello squilibrato, è stata annunciata questa notte dal ministro dell’Interno francese, Christophe Castaner, nel corso di un intervento all’Assemblea nazionale. Dopo la sua folle spedizione di morte, l’autore della sparatoria, un sessantenne, si era barricato in un appartamento.

Russia: durante i lavori della Camera alta arrestato senatore della Circassia sospettato di due omicidi

Il senatore russo Rauf Arashukov è stato messo in stato di fermo durante una sessione della Camera alta. Arrestato con l’accusa di omicidio, il 32enne Arashukov avrebbe tentato di lasciare i lavori parlamentari, avendo probabilmente intuito il suo imminente fermo. “Ha cercato di lasciare l’assemblea salendo ai piani superiori”, ha dichiarato ai giornalisti la speaker della Camera, Valentina Matvienko. “Gli ho detto di sedersi, perché secondo le regole aveva diritto di parlare e fornire le sue spiegazioni. A quel punto è tornato, e voglio sia chiaro che gli ho suggerito di prendere la parola per spiegarsi, ma ha rifiutato questa opportunità”. Arashukov è stato eletto in rappresentanza della Repubblica caucasica della Circassia. Secondo quanto reso noto dal comitato investigativo russo, l’arresto è dovuto al suo sospetto coinvolgimento negli omicidi di due oppositori politici del Paese commessi nel 2010, oltre che in altri, non ancora precisati, crimini.

Venezuela: manifestanti nelle piazze per sostenere la presidenza di Guaidò, oppositore di Maduro

In diverse città del Venezuela manifestanti hanno risposto alla convocazione lanciata da Juan Guaidò, il presidente del Parlamento che ha assunto i poteri dell’Esecutivo, per protestare contro il governo di Nicolas Maduro ed esigere nuove elezioni presidenziali. A Caracas, gruppi di cittadini si sono riuniti in diversi punti – davanti al centro commerciale El Recreo, all’Università Centrale e a vari ospedali dove il personale sta protestando – e si moltiplicano le immagini di concentrazioni a Valencia, nello stato di Carabobo; Maracaibo, in quello di Zulia, così come in altre località degli Stati di Tachira e Bolivar.
Juan Guaidò ha sostenuto che in 5mila località del Paese i cittadini hanno risposto al suo appello alla mobilitazione contro il governo. “Vi ringrazio per la resistenza”, ha detto Guaidò, visitando una manifestazione davanti all’ospedale universitario di Caracas. Il leader dell’opposizione venezuelana poi ha riferito di aver parlato al telefono con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, e di averlo ringraziato durante il colloquio per il suo sostegno alla democrazia venezuelana e per il riconoscimento della sua presidenza ad interim.

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