Minori: Acli, Albero della vita e Cnoas, “in Italia un milione e 208mila in povertà assoluta”. Un nuovo network per l’inclusione

“In Italia sono un milione e 208mila, il 12,1% dei minorenni, i bambini in condizione di povertà assoluta”. A renderlo noto oggi sono Acli (Associazioni cristiane dei lavoratori italiani), fondazione “L’Albero della vita” e Cnoas (Consiglio nazionale dell’ordine degli assistenti sociali), promotori di un nuovo network che “mette al centro l’inclusione e il benessere dei minori che vivono in Italia in condizione di povertà”. Il network vuole raccogliere il sapere e l’esperienza di tutti coloro che lavorano nel campo del contrasto alla povertà minorile, per “sviluppare sul piano nazionale una piattaforma strategica basata su un approccio completo ed integrato, mettendosi a disposizione fin da subito per sostenere tutte le istituzioni che vogliano intervenire per impedire che gli scenari futuri del nostro Paese siano condizionati da mancanze ed errori di visione”. “Un bambino che vive in una situazione di disagio – spiegano le associazioni – sarà un cittadino tendenzialmente più esposto ai processi di esclusione: per questo è indispensabile definire con grande attenzione i bisogni centrali del minore”. “Con l’avvio del Reddito di inclusione, si erano fatti passi utili in questa direzione. Ora sta per essere sostituito dal Reddito di cittadinanza, un nuovo strumento che dispone di un finanziamento molto importante – dichiara Gianluca Budano della Presidenza nazionale Acli – , anche se la misura va migliorata nell’ottica di una presa in carico più efficace per garantire ai cittadini l’uscita definitiva dalla trappola della povertà”. È indispensabile, dunque, precisa Ivano Abbruzzi, presidente della fondazione “L’Albero della vita”, “che non vada persa la centralità degli interventi sui minorenni e sulle famiglie con particolare riferimento al benessere dei bambini nella sfera dell’istruzione, della salute e della socialità”. Un appello condiviso anche da Gianmario Gazzi, presidente del Cnoas: “Quello che chiediamo è che la discussione parlamentare per la conversione in legge del decreto sul Reddito di cittadinanza sappia ascoltare le istanze di chi opera nel campo da decenni e conosce le infinite problematiche che caratterizzano i nuclei familiari in condizione di povertà, in special modo quando sono presenti figli di età minore”.

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