Emirati Arabi: mons. Hinder (vicario Arabia meridionale), “nello Yemen impossibile manifestare la fede cristiana”

“Nello Yemen è in atto una guerra tremenda. Lì non è possibile manifestare l’essere cristiani. Le quattro parrocchie prima esistenti sono state messe a riposo. Vi restano solo le suore di Madre Teresa di Calcutta, che stanno lavorando in modo straordinario. In Arabia Saudita, invece, non ci sono chiese ma c’è una religiosità sommersa che si conserva”. Lo afferma mons. Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia meridionale, in un’intervista rilasciata a “Il Popolo”, il settimanale diocesano di Concordia-Pordenone, alla vigilia della visita del Papa. Segnalando che “i cristiani negli Emirati Arabi vengono da tante parti del mondo, tranne che dagli Emirati”, il vescovo precisa che “vengono dall’India, dalle Filippine, dagli Usa, dall’Europa”. “Lo si capisce bene assistendo alla messa: tonache, veli, sari, un misto di fogge e colori. Vengono per ragioni di lavoro. Oggi nel Golfo si stimano 2,5 milioni di cristiani presenti. Trecentomila sono nel nostro vicariato del sud”. Mons. Hinder spiega, inoltre, che “in Arabia Saudita vi è una interpretazione rigida dell’islam”. “In Arabia Saudita, nelle case private abbiamo impartito sacramenti e celebrato messe. Tutto di nascosto. Ufficialmente erano feste di compleanno – racconta -. Non si possono accettare le eventuali domande di passaggio di religione dall’islam alla nostra. Ma dall’induismo sì e ne avvengono”.

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