Bambino ucciso a Cardito: mons. Spinillo (Aversa), “non pensiamo mai che un essere umano si lasci dominare così dalla propria ira”

“Sono drammi che ci lasciano senza parole, perché non si pensa mai che un essere umano possa arrivare a perdere così il controllo di sé e a lasciarsi dominare dalla propria ira, da quella forma di affermazione di sé che passa per la prepotenza. È necessario incoraggiare tutti a fare una sapiente attenzione ai propri pensieri e alle proprie azioni per essere in grado di governare se stessi”. Lo dice, in un’intervista al Sir, mons. Angelo Spinillo, vescovo di Aversa, commentando il brutale assassinio, a Cardito, di un bambino di sette anni, ucciso dal compagno della madre per aver rotto, giocando con la sorellina, un lettino nuovo. per il presule, “l’uccisione di questo bambino, così come altri episodi di violenza e di morte, stride terribilmente contro la verità della vita stessa”.
“In certi ambienti – prosegue mons. Spinillo – le reazioni sono più scomposte, perché ci sono pochi mezzi per controllarle: dove non c’è una crescita umana, culturale, spirituale, a volte le reazioni sono più istintive e più primitive, più esplosive insomma. Viceversa, abbiamo bisogno di crescere umanamente per imparare a governare i nostri atteggiamenti e a fare in modo che anche un eventuale forma di correzione possa essere di aiuto alla crescita di piccoli e adulti”. Secondo il vescovo, “a volte ci si commuove facilmente di fronte a un disagio e poi si rischia di diventare violenti nell’imporre se stessi. Questo va sicuramente corretto, educato”.

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