Giornalismo: Ruffini (DpC), “sia sempre ricerca costante della verità”

“Il buon giornalismo deve essere sempre una ricerca costante della verità”. Lo ha detto il prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, Paolo Ruffini, intervenendo alle “Giornate internazionali San Francesco di Sales”, in corso a Lourdes. All’evento, iniziato oggi e organizzato dal Dicastero vaticano, dalla Federazione dei media cattolici e dall’organizzazione “Signis”, partecipano professionisti provenienti da quasi 30 Paesi. Si tratta di giornalisti dei media cattolici, di editori e responsabili della comunicazione nella Chiesa. Nel suo intervento, il prefetto ha sottolineato che per i mezzi di comunicazione cattolici la sfida è quella di essere “cercatori di verità”: “Esercitare nel giornalismo l’arte di vedere prima di raccontare”, di “comprendere prima di riassumere”, di “saper vedere oltre l’apparenza”. Si tratta di “vedere cose che altri non vedono, raccontare cose che altri non raccontano, capire i segni dei tempi, mettere in rete quello che altri scartano, vincere l’indifferenza interpellando, interrogando”. Ruffini ha segnalato che “spesso il giornalismo viene viziato da false convinzioni o da pregiudizi”. “Le convinzioni servono se hanno una radice di verità, e ci portano fuori strada se hanno una radice di menzogna. Il nostro giornalismo, a volte, rimane troppo, troppo, nella superficie”, ha denunciato il prefetto, che, a proposito dello sguardo cristiano nel giornalismo, ha affermato che “un giornalista cattolico, cristiano, deve sempre cercare di ricomprendere l’unità del reale”. E quindi “provare a capire che cosa tiene insieme le cose”.

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