Cara di Castelnuovo di Porto: Salvini (min. Interno), “domani si conclude il trasferimento degli ospiti”. “Nessuno lasciato per strada o in abbandono”

“Il 23 gennaio scorso è iniziato come da tempo previsto il trasferimento degli stranieri ospitati nel Cara di Castelnuovo di Porto. Le operazioni coordinate dalla prefettura di Roma si sono svolte regolarmente e continueranno fino al 31 gennaio prossimo”. Lo ha affermato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, rispondendo nel corso del question time in corso nell’aula di Montecitorio ad un’interrogazione sulle condizioni e sulle destinazioni degli ospiti del centro di accoglienza per richiedenti asilo di Castelnuovo di Porto, per il quale dalla scorsa settimana sono iniziate le operazioni di sgombero. “Alla data del 16 gennaio – ha spiegato Salvini – erano presenti nel cara 543 ospiti, meno della metà del numero dell’anno precedente. Di questi, 17 erano nuclei famigliari per un totale di 39 persone tra le quali 12 minori di cui solo 2 frequentanti la scuola primaria”.
“Il trasferimento – ha proseguito il ministro – ha dapprima interessato 305 migranti trasferiti in strutture più piccole, mentre nel corso di questi giorni è previsto il completamento del trasferimento degli ulteriori 222 ospiti in altre strutture della rete ex Sprar della Regione Lazio”. “Nel corso delle operazioni di trasferimento – ha aggiunto Salvini – si sono registrati 14 allontanamenti volontari e sono stati disposti 2 provvedimenti di revoca delle misure di accoglienza”. “Quanto allo stato giuridico i 543 migranti interessati dalle operazioni di trasferimento rivestono tutti la qualifica di richiedenti protezione internazionale ad eccezione di 62 titolari di protezione internazionale già segnalati al sistema ex Sprar. Di questi ultimi, 6 non sono stati allontanati dal circuito di accoglienza per gravi vulnerabilità socio-sanitarie che li riguardano e altri 9 sono in attesa di permesso di soggiorno”, ha precisato il ministro, osservando che “le operazioni di sgombero non hanno determinato alcun pregiudizio nei confronti di persone vulnerabili, fragili o bisognose di assistenza, né i gruppi di persone sono stati lasciati per strada o in abbandono”. Si è trattato di “un intervento di buonsenso e di buona amministrazione – ricordo il costo di 6 milioni di euro annui per questa struttura a carico del contribuente italiano – nell’ottica dell’obiettivo che ho più volte manifestato e che confermo nella chiusura delle mega strutture dell’accoglienza dove si registrano sprechi e reati. È stato fatto a Cona, a Bagnoli, a Castelnuovo. Verrà fatto a Mineo e ovunque qualcuno campa grazie al business dell’immigrazione clandestina che faccio di tutto per stroncare”.

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