L’Osservatore Romano: Monda (direttore), “partire dalla cronaca” e “destare il senso della meraviglia”

“L’Osservatore Romano deve partire dalla cronaca ma per scavare o levare uno sguardo altro che ti fa vedere, ti mette la luce là dove non avevi mai pensato prima, magari da sempre sotto gli occhi ma che non hai mai notato”. Lo dice il direttore de L’Osservatore Romano, Andrea Monda, in un’intervista rilasciata a “Parola di Vita”, settimanale della diocesi di Cosenza-Bisignano. “Ho la percezione, e spero di non essere troppo presuntuoso, che il Papa scegliendo me ha scelto un pesce fuor d’acqua. Ancora non sto capendo nulla di quello che sta accadendo nella mia vita – racconta –. Sono stato proiettato dentro un mondo particolarissimo, affascinante, che è il Vaticano ma soprattutto la Chiesa universale. Sono stupito, vorrei mantenere sempre questa ingenuità dello stupore”. Ma Monda è consapevole che “il direttore di un giornale deve destare il senso della meraviglia nel cuore degli uomini, ogni giorno, per mantenerli vivi”. A proposito della riforma dei media vaticani, il direttore de L’Osservatore Romano spiega che “il Santo Padre ha voluto la riforma e l’integrazione di tutti i sistemi di comunicazione della Santa Sede ma anche la mission di portare buone notizie, raccontare il bene e non solo il terrificante”. “Le cattive notizie sono solo una parzialissima rappresentazione della realtà. Il giornalista cattolico non può assecondare questa diffusione di negatività”. Infine, indicando la “nuova sfida”, Monda spiega che è quella di “fare di questo giornale un luogo aperto, senza porte, uno spazio per dibattiti culturali dallo sguardo alto dove soprattutto i giovani possano partecipare”.

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