Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Brexit: governo May ancora alla prova del voto. Scontro politico Maduro-Usa

Brexit: Camera dei Comuni vota sulle linee per il divorzio dall’Ue. Governo di Theresa May in surplace

La Camera dei Comuni vota oggi le linee che la premier Theresa May indicherà di voler seguire dopo la pesante bocciatura dell’accordo con Bruxelles sul Brexit. Vari gli emendamenti al vaglio del parlamento, tra gli altri quello del Tory Graham Brady: impegnerebbe Londra a negoziare con l’Unione europea “soluzioni alternative” per garantire un confine post-Brexit senza barriere fra Irlanda e Irlanda del Nord al posto del backstop (meccanismo vincolante di salvaguardia contestato dai falchi a Londra, imprescindibile invece per Dublino). Intervistato da Euronews, Graham Brady ha difeso il suo emendamento: “È un’opportunità, per ribaltare il voto di due settimane fa. Basta un leggero cambiamento sul cosiddetto backstop: tutti sono d’accordo sulla temporaneità del meccanismo di salvaguardia. Si tratterebbe, ripeto, di una cosa temporanea, non permanente”. Al voto anche un emendamento in cui si chiede di rinviare la data della Brexit fissata per il 29 marzo. Cosa che, secondo molti, rischia di impantanare il processo di divorzio tra Londra e Bruxelles.

Afghanistan: appello del presidente Ahmadzai per accordo con talebani. Governo italiano insiste per ritiro truppe

Forse a una svolta la lotta che da 17 anni oppone i talebani al governo centrale di Kabul. Negoziatori americani sono rimasti sei giorni in Qatar la scorsa settimana proprio per dialogare con emissari dei cosiddetti “studenti di Dio”. I progressi compiuti hanno incoraggiato il presidente afghano Ashraf Ghani Ahmadzai a spingere sul pedale del dialogo: “I talebani hanno di fronte a sé due scelte. O si mettono a fianco agli afghani oppure accettano di essere uno strumento di altre nazioni. Chiedo ai talebani di liberarsi delle influenze straniere e dalla loro nefasta influenza e di iniziare un serio dialogo con il governo”. L’amministrazione statunitense ha messo pressione su talebani per spingerli a negoziare con le autorità nazionali. Questo con l’obiettivo di abbandonare militarmente l’Afghanistan, una delle promesse di campagna di Donald Trump. La questione interessa anche il governo di Roma e le forze italiane presenti sul campo. “Il ministro Trenta ha dato disposizioni al Coi (Comando operativo di vertice interforze) di valutare l’avvio di una pianificazione per il ritiro del contingente italiano in Afghanistan”. Lo riferiscono fonti della Difesa, aggiungendo che “l’orizzonte temporale potrebbe essere quello di 12 mesi”.

Migrazioni: caso Diciotti, vicepremier Salvini si autoassolve. “Ho agito nell’interesse del Paese”

La decisione sulla nave Diciotti è stata presa “nell’interesse pubblico”, per questo “va negata l’autorizzazione ai giudici”. Lo scrive il vicepremier Matteo Salvini in una lettera al Corriere della Sera pubblicata in prima pagina. “La mia vicenda giudiziaria è strettamente legata all’attività di ministro dell’Interno e alla ferma volontà di mantenere gli impegni della campagna elettorale”, evidenzia Salvini. “Sono convinto di aver agito sempre nell’interesse superiore del Paese e nel pieno rispetto del mio mandato. Rifarei tutto. E non mollo”.

Venezuela: il presidente Maduro attacca gli Stati Uniti, “vogliono portarci via le nostre ricchezze”

Il presidente del Venezuela Nicolás Maduro ha assicurato ieri sera a Caracas che “prenderà tutte le misure legali, tecniche e commerciali per difendere gli interessi” del suo Paese negli Stati Uniti, dopo l’annuncio da parte del Dipartimento di Stato di sanzioni, definite “illegali, criminali”, contro l’impresa venezuelana Pdvsa e la sua principale filiale di raffinazione Citgo, che opera in territorio statunitense”. “Attento Venezuela – ha detto Maduro in un intervento televisivo –, gli Stati Uniti hanno deciso di intraprendere il cammino di rubare l’impresa Citgo e si tratta di un cammino illegale”. Questo dimostra, ha concluso, che “l’obiettivo statunitense è di portarci via le ricchezze”.

Usa-Cina: guerra diplomatica attorno al gigante delle telecomunicazioni Huawei. Rubati segreti commerciali?

Il gigante cinese delle telecomunicazioni Huawei e la sua massima dirigente Meng Wanzhou sono accusati di cospirazione per aver violato le sanzioni statunitensi contro l’Iran e aver rubato segreti commerciali. Le autorità americane accusano Huawei di presunto furto di segreti commerciali da una società rivale americana, laT-Mobile, e di aver commesso il reato di frode finanziaria. Matthew Whitaker, il procuratore generale statunitense, dichiara: “Già nel 2007, i dipendenti di Huawei presumibilmente iniziarono a falsificare la relazione dell’azienda con la sua affiliata iraniana, che si chiama Skycom. I dipendenti di Huawei avrebbero dichiarato alle banche che Huawei aveva venduto la sua partecipazione in Skycom. Ma queste erano affermazioni false. In realtà Huawei aveva venduto Skycom a se stessa”. Il Dipartimento di Giustizia americano punta all’estradizione di Meng Wanzhou negli Stati Uniti visto che la figlia del fondatore della Huawei è stata arrestata in Canada.

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