“Lettere della tribolazione”: p. Spadaro, “parole del Papa alla Chiesa” di fronte a “desolazione, polemiche pretestuose e antievangeliche”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Queste lettere e le riflessioni che le accompagnano sono rilevanti per capire come lo stesso Bergoglio senta di dover agire come successore di Pietro, cioè come Francesco”, scrive p. Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica, nell’introduzione al libro “Lettere della tribolazione” (ed.  Àncora – La Civiltà Cattolica) da oggi in libreria. Nel’introduzione – pubblicata su “L’Osservatore Romano” che dedica spazio anche alla prefazione del volume firmata da Papa Francesco, e a due contributi, rispettivamente del card. Gianfranco Ravasi e di p. Diego Fares, Spadaro osserva: “Sono parole che egli dice oggi alla Chiesa, ripetendole innanzitutto a se stesso”. E soprattutto “sono parole che il Pontefice considera fondamentali oggi perché la Chiesa sia in grado di affrontare tempi di desolazione, di turbamento, di polemiche pretestuose e antievangeliche”. Il direttore de “La Civiltà Cattolica” spiega che il volume epistolare è strettamente legato alla storia personale di Bergoglio. Un libro formatosi nel tempo, nel confronto con situazioni difficili, di grande tribolazione, come la soppressione della Compagnia di Gesù nel 1773, la “grande tribolazione” cui si riferiscono le lettere  dei padri Ricci e Roothaan definite da Francesco “una meraviglia di criteri di discernimento, di criteri di azione per non lasciarsi risucchiare dalla desolazione istituzionale” e che, sottolinea Spadaro, “costituiscono così un tutt’uno con le altre cinque lettere scritte da Francesco oggi”.  Spadaro racconta di avere avuto la prima idea di questa raccolta durante il volo di ritorno dal viaggio in Cile e Perú, successivamente confermata alla luce delle “lettere della tribolazione” scritte dal Papa ai vescovi del Cile e al popolo di Dio, che ha preso corpo nel dialogo con p. Fares “e ha ricevuto l’approvazione finale dallo stesso Francesco l’8 novembre 2018, accompagnata dalla sua prefazione con la quale la offre non solo alla lettura, ma soprattutto alla preghiera”.

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