Indice percezione corruzione: Transparency International, Danimarca e Nuova Zelanda si confermano i più Paesi virtuosi

Anche nel 2018 a guidare la classifica che misura la percezione che hanno uomini d’affari ed esperti nazionali sulla corruzione nel settore pubblico in diversi Paesi di tutto il mondo è la Danimarca con 88 punti (in una scala da 0 – “altamente corrotto” a 100 – “per niente corrotto”), seguita dalla Nuova Zelanda (87). Lo confermano i dati relativi all’Indice di percezione della corruzione 2018 (Cpi) pubblicato oggi da Transparency International. A condividere il terzo gradino del podio sono Finlandia, Singapore, Svezia e Svizzera (85 punti), davanti a Norvegia (84), Paesi Bassi (82), Canada e Lussemburgo (81). Se si restringe la lista al solo continente europeo, tra i migliori dieci Paesi si trovano anche Germania e Regno Unito (80 punti), Austria e Islanda (76). Davanti all’Italia, al 53° posto globale con 52 punti, troviamo anche Belgio (75), Estonia e Irlanda (73), Francia (72), Portogallo (64), Polonia e Slovenia (60), Cipro, Repubblica Ceca e Lituania (59), Lettonia e Spagna (58), Malta (54). In fondo alla graduatoria dei Paesi europei si piazzano Slovacchia (50), Croazia (48), Romania (47) Ungheria (46), Grecia (45) e Bulgaria (42).
Dei 180 Paesi analizzati, “oltre due terzi – spiega Transparency International – ha un punteggio inferiore a 50. Dal 2012 solo 20 Paesi hanno visto migliorare in maniera significativa il loro punteggio e tra questi vi è l’Italia con uno degli incrementi maggiori (+10 punti). Sono invece 16 i Paesi che hanno subito un forte peggioramento, tra cui l’Australia, l’Ungheria e la Turchia”.

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