Diocesi: card. Bassetti (Perugia), “contrastare la stanchezza che rischia di sopraffare la speranza”

È viva, negli occhi e nelle parole del card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, l’esperienza della 34ª Giornata mondiale della gioventù, che si è celebrata a Panama. È stato lui stesso a parlarne, questa sera, in cattedrale a Perugia, durante la messa celebrata in onore di san Costanzo, patrono della città e dell’arcidiocesi. “È stato un vero incontro di fede incarnata e condivisa, e di lode a gloria di Dio, Signore della storia – racconta -. Egli dona anche oggi, alle nuove generazioni di tutto il mondo, la grazia e la forza di affermare la bellezza della vita cristiana. I giovani sono davvero, come ha detto il Papa, “il presente di Dio”! Sono stato testimone di quell’ardore giovanile e passione evangelica che soli sono capaci di rinnovare la speranza in un mondo nuovo. Talvolta, però, come ha ricordato Papa Francesco, la speranza è sopraffatta dalla stanchezza del vivere quotidiano, sovente appesantito dalla routine e dalla durezza della realtà, che non lascia intravedere orizzonti”. Da qui l’invito a risvegliare l’energia e l’entusiasmo “della missione, del primo incontro con Cristo, l’incontro del primo amore”. Sull’esempio di san Costanzo, fondatore e patrono dell’arcidiocesi, il card. Bassetti ha spronato i fedeli al “rinnovamento dell’evangelizzazione”. “La comunità ecclesiale di Perugia – ricorda – sta impegnandosi per una rifioritura di vita cristiana, grazie alla dedizione di organismi parrocchiali, di associazioni, di movimenti, che cercano di vivere l’esperienza di fede alla luce della Parola di Dio, testimoniata con opere concrete”. “Dobbiamo perciò insistere – aggiunge – su questi concreti percorsi di rinnovamento, che hanno i loro punti qualificanti nei gruppi di preghiera, nella messa domenicale sempre meglio compresa e vissuta, nella rete diffusa di servizi caritativi animati dal volontariato, nelle rinnovate esperienze oratoriane per adolescenti e giovani, nella forte attenzione ai cammini di fede per le coppie che chiedono il sacramento del matrimonio e per le famiglie in difficoltà, sino all’impegno di passare di casa in casa per dire quella parola di vita che nasce dall’incontro salvifico con Gesù”. E conclude: “Occorre tornare alle sorgenti, là dove s’è generato il flusso vitale della fede, giunto fino a noi come dono prezioso”.

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