Papa Francesco: conferenza stampa sull’aereo, per i migranti “cuore aperto” e “memoria”, ma anche “prudenza” e “realismo”. “Aiutare i Paesi da dove vengono”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Cuore aperto” e “memoria” per accogliere, ma anche “prudenza” e “realismo”. Sono gli atteggiamenti raccomandati per affrontare un “problema molto complesso” come quello delle migrazioni, “sul quale si deve parlare senza pregiudizi”. Lo ha ribadito il Papa, nella conferenza stampa sul volo di ritorno da Panama a Roma. “Ci vuole memoria”, ha esordito Francesco: “Bisogna domandarsi se la mia patria è stata fatta da migranti. Noi argentini, tutti migranti. Gli Stati Uniti, tutti migranti. Un vescovo ha scritto un articolo bellissimo sul problema della mancanza di memoria. Poi le parole che io uso: ricevere, il cuore aperto per ricevere. Accompagnare, far crescere e integrare”. “Il governante deve usare la prudenza, perché la prudenza è la virtù di chi governa”, la raccomandazione del Papa: “È una equazione difficile”. “A me viene in mente l’esempio svedese – l’esempio scelto da Francesco – che negli anni ‘70, con le dittature in America Latina ha ricevuto tanti immigrati, ma tutti sono stati integrati. Anche vedo che cosa fa sant’Egidio, ad esempio: integra subito. Ma gli svedesi l’anno scorso hanno detto: fermatevi un po’ perché non riusciamo a finire il percorso di integrazione. E questa è la prudenza del governante. È un problema di carità, di amore, di solidarietà”. “Le nazioni più generose nel ricevere sono state l’Italia e la Grecia e anche un po’ la Turchia”, ha ribadito il Papa: “La Grecia è stata generosissima e anche l’Italia, tanto. È vero che si deve pensare con realismo”. “Il modo di risolvere il problema delle migrazioni è aiutare i Paesi da dove vengono i migranti”, ha suggerito ancora Francesco: “Vengono per fame o per guerra. Investire dove c’è la fame, l’Europa è capace di farlo, e questo è un modo per aiutare a crescere quei Paesi. Ma sempre c’è quell’immaginario collettivo che abbiamo nell’inconscio: l’Africa va sfruttata! Questo appartiene alla storia, e fa male! I migranti del Medio Oriente hanno trovato altre vie d’uscita. Il Libano è una meraviglia di generosità, ospita più di un milione di siriani. La Giordania, lo stesso. E fanno quello che possono, sperando di reintegrare. Anche la Turchia ha ricevuto qualcuno. E anche noi in Italia abbiamo accolto qualcuno”.

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