Luigi Sturzo: Mattioli (giornalista), “suo pensiero antidoto all’individualismo sociale ed economico”

(Milano) Al convegno di Milano intitolato “Sturzo, cent’anni dopo. Buone ragioni per una nuova politica”, che si sta svolgendo nella sede del Comune di Milano, intervengono Lamberto Bertolé, presidente Consiglio comunale di Milano; Beatrice Uguccioni, vicepresidente Consiglio comunale; Alessandro Galimberti, presidente Ordine dei Giornalisti della Lombardia; Monica Forni, presidente Ucsi Lombardia. La parola quindi ad Alberto Mattioli e Pino Nardi, curatori del volume “Liberi e forti”. Seguono le relazioni di: Matteo Truffelli, docente di Storia delle dottrine politiche (Università di Parma) e presidente dell’Azione cattolica italiana (Attualità del pensiero di Luigi Sturzo); Antonio Carioti, giornalista Corriere della Sera (Poteri, potere e informazione nell’era dei social); Rosy Bindi, politico (Poteri e mafie: la sfida della legalità nella cosa pubblica); Marco Vitale, economista (Nazionalismi e identità nazionali: il ruolo dell’Europa oggi). Nei diversi capitoli del volume si affrontano molteplici aspetti della figura di Sturzo: protagonista e pensatore della politica del Novecento; federalismo, municipalismo, Europa; statalismo e libertà economica; lotta alla mafia; partiti e istituzioni politiche.
“Il pensiero di Sturzo – afferma Alberto Mattioli – è un antidoto alla stanchezza, all’individualismo sociale ed economico, al populismo oggi imperante. Sturzo indica che la politica è una via istituzionale alla carità, richiamando la centralità di ogni persona”. Sturzo “studiava molto, perché era convinto che una classe dirigente dev’essere preparata per governare con l’obiettivo di perseguire il bene comune”.

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