Gmg 2019: padre Costa al Sir, “occuparsi dei giovani rischia di rimanere uno slogan”

“Prendersi cura di tutti i giovani, nessuno escluso, arrivando anche a chiedere aiuto ai giovani stessi per riuscirci”. È il “desiderio” che accomuna il Sinodo dei giovani e la Gmg. Lo dice padre Giacomo Costa, segretario speciale del Sinodo, in un’intervista al Sir, commentando una “prima volta” di Papa Francesco con i giovani: la liturgia penitenziale celebrata con i giovani carcerati di Pacora. Alla radice del Sinodo, come della Gmg che si è appena conclusa, per il gesuita c’è “la consapevolezza che ciascun giovane ha un tesoro da condividere, un dono da offrire alla società e alla Chiesa”. “Ma occuparsi di tutti i giovani rischia di rimanere uno slogan, e al Sinodo abbiamo toccato con mano quanto la Chiesa fatichi a raggiungere e coinvolgere chi è al di fuori dei suoi circuiti”, l’analisi di Costa: “Ma non può rinunciare a farlo: anziché affermarlo a parole, il Papa lo ha detto con i gesti, andando in un luogo a incontrare dei giovani che rischiano di essere segnati per sempre da pregiudizi e stigma”. Quanto al primato della vita reale su quella digitale, uno dei temi del viaggio, Costa commenta: la consapevolezza dei rischi della rete non “giustifica il fatto di averne paura. Il Papa ce l’ha molto chiaro, e per questo usa abbondantemente il linguaggio e le espressioni dei social, ricorrendo a immagini che i giovani capiscono subito. Ma sa anche che bisogna fare di più”.

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