Crollo diga in Brasile: vescovi, “rigore nel controllo, responsabilità etica di cambiare il Codice minerario, rapida giustizia”

“È molto triste notare che il disastro di Mariana abbia insegnato così poco. È urgente che l’attività mineraria in Brasile abbia un quadro normativo che non metta più al centro i profitti esorbitanti delle aziende minerarie, al prezzo del sacrificio umano e della depredazione dell’ambiente, con la conseguente distruzione della biodiversità”. Lo scrive la Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb), in un messaggio pubblicato sabato, in merito alla tragedia alla miniera di ferro di Brumadinho, firmato dal presidente, card. Sérgio Da Rocha, arcivescovo di Brasilia, dal vicepresidente dom Murilo Krieger, arcivescovo di San Salvador de Bahia, e dal segretario generale, dom Leonardo Ulrich Steiner, vescovo ausiliare di Brasilia. La tragedia accaduta nello stato di Minas Gerais, secondo i vescovi, conferma la profezia di san Paolo VI, pronunciata nel discorso alla Fao nel 1970: “A causa dello sfruttamento che non tiene conto della natura, l’essere umano inizia a correre il rischio di distruggerla e di diventare, anch’egli, vittima di questo degrado”. Prosegue la nota: “Le famiglie e le comunità si aspettano da parte dell’Esecutivo rigore nel controllo, dal Parlamento la responsabilità etica di rivedere l’impianto del Codice minerario, dalla Magistratura rapidità e giustizia”. Nel fare proprie le parole dell’arcidiocesi di Belo Horizonte, la presidenza della Cnbb “esprime solidarietà e offre preghiere al Signore della vita per le famiglie e le comunità dell’arcidiocesi di Belo Horizonte coinvolte nella rottura della diga nella miniera della Vale. Invitiamo ogni fedele a farsi prossimo ai fratelli e alle sorelle che soffrono per la perdita dei loro cari e dei loro beni”.

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