Crollo diga in Brasile: rete Iglesias y Minería, “impresa e Stato responsabili di questo crimine”

La rete continentale Iglesias y Minería, espressione dell’azione delle Chiese e comunità cristiane nella vigilanza e nell’opposizione ai grandi progetti minerari dell’America Latina (solo in Brasile sono coinvolte 70 diocesi), prende posizione in modo durissimo sulla tragedia di Brumadinho, nello stato brasiliano di Minas Gerais, dove il crollo di due dighe nella miniera di ferro gestita dalla Vale ha causato probabilmente la morte di centinaia di persone (attualmente alle 58 vittime si sommano 305 dispersi). Un episodio accaduto a tre anni di distanza da quello di Mariana, nello stesso Stato. Si legge nel comunicato: “L’impresa Vale S.A, insieme alla Bhp Billiton, è la responsabile dei 19 morti e dell’inquinamento di tutto il bacino del Río Doce, nel disastro avvenuto il 5 novembre 2015. La ripetizione di una stessa rottura, tre anni dopo, con un bilancio di vittime molto più grave, è la conferma dell’incapacità di gestione e prevenzione dei danni, di disinteresse e di condotta criminale”. Questa responsabilità “coinvolge anche lo Stato, che concede licenze a progetti estrattivi e dovrebbe monitorarli per garantire la sicurezza e la vita degna delle comunità e dell’ambiente. La responsabilità dello Stato è doppia, perché l’impunità e la mancanza di indennizzi completi e adeguati alle vittime del crimine di Mariana sono state una delle principali condizioni che hanno permesso il nuovo crimine di Brumadinho”.

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