Papa a Panama: messa per la Gmg, “Dio è reale perché l’amore è reale, Dio è concreto perché l’amore è concreto”

(Foto Vatican Media/SIR)

“È l’adesso di Dio che con Gesù si fa presente, si fa volto, carne, amore di misericordia che non aspetta situazioni ideali o perfette per la sua manifestazione, né accetta scuse per la sua realizzazione”. Lo ha detto il Papa, nella Messa conclusiva della Gmg di Panama, svoltasi al Campo Suan Juan Pablo II, oggi come nella Veglia di ieri sera gremita di circa 700mila giovani. “Egli è il tempo di Dio che rende giusti e opportuni ogni situazione e ogni spazio. In Gesù inizia e si fa vita il futuro promesso”, ha spiegato Francesco al popolo giovane: “Quando? Adesso”. “Ma non tutti quelli che là lo ascoltarono si sentivano invitati o convocati”, ha fatto notare il Papa a proposito dell’inizio della missione pubblica di Gesù: “Non tutti i vicini di Nazaret erano pronti a credere in qualcuno che conoscevano e avevano visto crescere e che li invitava a realizzare un sogno tanto atteso. Anzi, dicevano: non è costui il figlio di Giuseppe”. “Anche a noi può succedere la stessa cosa”, il monito di Francesco: “Non sempre crediamo che Dio possa essere tanto concreto e quotidiano, tanto vicino e reale, e meno ancora che si faccia tanto presente e agisca attraverso qualche persona conosciuta come può essere un vicino, un amico, un familiare. Non sempre crediamo che il Signore ci possa invitare a lavorare e a sporcarci le mani insieme a Lui nel suo Regno in modo così semplice ma incisivo”. “Ci costa accettare che l’amore divino si faccia concreto e quasi sperimentabile nella storia con tutte le sue vicissitudini dolorose e gloriose”, ha fatto notare il Papa citando ancora una volta, come nel suo primo abbraccio con i giovani, Benedetto XVI: “Non sono poche le volte in cui ci comportiamo come i vicini di Nazaret, preferiamo un Dio a distanza: bello, buono, generoso ma distante e soprattutto un Dio che non scomodi, un Dio addomesticato. Perché un Dio vicino e quotidiano, amico e fratello ci chiede di imparare vicinanza, quotidianità e soprattutto fraternità. Egli non ha voluto manifestarsi in modo angelico o spettacolare, ma ha voluto donarci un volto fraterno e amico, concreto, familiare”. “Dio è reale perché l’amore è reale, Dio è concreto perché l’amore è concreto”, la tesi di Francesco: “Ed è precisamente questa concretezza dell’amore ciò che costituisce uno degli elementi essenziali della vita dei cristiani”.

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