Papa a Panama: Angelus, Olocausto, “imparare dalle pagine nere della storia”. “In questi giorni ho pensato molto al popolo venezuelano”. Ricorda l’attentato nelle Filippine e “l’odio terrorista” in Colombia

“Abbiamo bisogno di mantenere vivo il ricordo del passato, delle tragedie passate, e imparare dalle pagine nere della storia per non tornare mai più a commettere gli stessi errori”. È l’appello del Papa, nel giorno in cui si celebra la Giornata internazionale della memoria delle vittime dell’Olocausto. “Continuiamo a sforzarci, senza sosta, di coltivare la giustizia, di far crescere la concordia e sostenere l’integrazione, per essere strumenti di pace e costruttori di un mondo migliore”, ha proseguito Francesco, durante la visita alla Casa Hogar del Buen Samaritano, penultima tappa pubblica del suo viaggio a Panama per la Gmg. “Desidero esprimere il mio dolore per le tragedie che hanno colpito lo Stato di Minas Gerais in Brasile e lo Stato di Hidalgo in Messico”, ha detto il Papa: “Raccomando alla misericordia di Dio tutte le vittime e, nello stesso tempo, prego per i feriti ed esprimo il mio affetto e la mia vicinanza spirituale alle loro famiglie e a tutta la popolazione”. “Qui a Panama ho pensato molto al popolo venezuelano, al quale mi sento particolarmente unito in questi giorni”, ha rivelato Francesco “Di fronte alla grave situazione che sta vivendo, chiedo al Signore che si cerchi e si raggiunga una soluzione giusta e pacifica per superare la crisi, nel rispetto dei diritti umani e cercando esclusivamente il bene di tutti gli abitanti del Paese. Vi invito a pregare, ponendo questa intercessione sotto la protezione di Nostra Signora di Coromoto, Patrona del Venezuela”. Il Papa, infine, ha espresso la sua “più ferma riprovazione” per l’attentato terroristico nelle Filippine, che ha mietuto vittime, nella cattedrale di Polo, mentre era in corso la celebrazione dell’Eucaristia. “Ribadisco la mia più ferma riprovazione per questo episodio di violenza, che reca nuovi lutti in questa comunità cristiana, ed elevo le mie preghiere per i defunti e per i feriti”, le parole di Francesco: “Il Signore, Principe della pace, converta il cuore dei violenti e conceda agli abitanti di quella regione una convivenza serena”. Poi il Papa ha fatto i nomi dei giovani allievi della Scuola Cadetti di Polizia “Generale Francisco de Paula Santander”, in Colombia, uccisi dall’odio terrorista: “Questi giovani sono stati un’offerta nella Messa, e in ricordo di essi mi permetto in questo Angelus di nominarli, e ciascuno nel proprio cuore, se non ad alta voce nel proprio cuore, dica quella parola che si usa dire in queste istituzioni quando si nomina un morto: ‘presente’”. “Ti preghiamo, Signore, di concedere loro la pace, e che anche al popolo colombiano Tu conceda la pace”, l’invocazione finale, prima della benedizione.

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