Vescovi Sardegna: sì alla messa in lingua sarda il 28 aprile nel “giorno della Sardegna”

Una messa in lingua sarda sarà celebrata, il prossimo 28 aprile, per il “Sa die de sa Sardigna”, “il giorno della Sardegna”. La Conferenza episcopale regionale ha ricevuto dagli esperti linguisti, coordinati da don Antonio Pinna, professore emerito di Sacra Scrittura nella Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna, i “moduli” di celebrazione richiesti per la preventiva approvazione, sempre in via sperimentale, di alcune liturgie eucaristiche-tipo, compresa anche quella del matrimonio da coppie che hanno deciso di optare per il rito in lingua sarda. Ai vescovi – giudici della corrispondenza linguistica e concettuale delle parole in limba con quelle della messa in italiano – gli studiosi hanno dato i testi in sardo raffrontati con quelli originali latini, greci o ebraici. “Attenzione particolare – dice don Antonio Pinna – è stata data alla traduzione dei salmi, in modo da avere una traduzione più inculturata, attenta cioè al modo ritmato del canto sardo”. I vescovi sardi, risolto il problema della messa in “limba”, per adesso solamente “ad experimentum”, daranno mandato alla Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna di tradurre la Bibbia con criteri scientifici cioè sulle lingue originali (ebraico e greco) e non su traduzioni italiane, in ogni caso secondarie anche se riconosciute ecclesialmente. “In quanto seria operazione culturale, questa traduzione potrà essere pensata – aggiunge don Pinna – anche come prima tappa di quella ‘evangelizzazione inculturata’ coerente con l’annuncio di un Gesù Figlio di Dio e Figlio dell’uomo, di Nazaret ma anche, infine, nostro conterraneo”.

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