Usa: mons. Scharfenberger scrive al governatore su legge che autorizza l’aborto oltre le 24 settimane

(da New York) L’ondata di proteste da parte di gruppi e associazioni cattoliche per l’approvazione della legge che autorizza l’aborto oltre le 24 settimane e in caso di pericolo per la madre fino al nono mese, non si placa. Stamani diversi intellettuali, docenti ed esperti pro-life hanno chiesto la scomunica per il governatore dello Stato di New York, Mario Cuomo, che due giorni fa firmando la norma, l’aveva dichiarata “un progresso” da estendere all’intero Paese. Mons. Edward B. Scharfenberger, vescovo di Albany, capitale dello Stato di New York ha definito “scandalosa” la celebrazione del Reproductive Health Act e in una lettera scritta al governatore, rimprovera il suo essersi dichiarato cattolico e il suo agire in contraddizione con la sua fede. Mons. Scharfenberger, oggi, è intervenuto pubblicamente per sedare gli animi anche riguardo alla richiesta di scomunica per il governatore. La richiesta, secondo il vescovo, nasce per evidenziare il male morale che scaturisce da tale norma e vorrebbe punire chi si professa cattolico, ma dopo ignora gli insegnamenti della fede. “Lo scopo della scomunica – ha voluto precisare il vescovo – è quello di riportare la persona alla piena pratica della fede. Non è pensata, quindi, per soddisfare il desiderio di vedere qualche punizione. La scomunica è una misura molto severa, ma non vuole essere né punitiva, né vendicativa, ma riparatrice e costruttiva”.

Tuttavia, mons. Scharfenberger chiarisce che “coloro che ricoprono cariche pubbliche e continuano ad allontanarsi dalla fede cattolica nella loro persistente difesa dell’aborto, come evidenziato non solo dalla promozione della legislazione, ma anche dalla scandalosa celebrazione di esso, dovrebbero essere consapevoli della disposizioni del canone ecclesiale secondo cui, nella misura in cui continuano in tale ostinazione, non devono presentarsi per la Santa Comunione. Lo stesso canone lascia al ministro del Sacramento la possibilità di rifiutare la Comunione se tale persona chiede di essere accolta”. Quindi, pur non essendo una scomunica formale, per il vescovo le norme ecclesiali sono molto chiare a riguardo. Intanto la Cattedrale dell’Immacolata, situata a fianco del palazzo dell’esecutivo, ieri ha suonato le campane a lutto per ricordare i non nati e le loro madri.

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