Progettazione sociale: Teti (Univ. Calabria), “turismo lento per riscoprire piccole realtà in cui incontrare l’altro”

Il tema del turismo lento è al centro del contributo di Vito Teti, ordinario di Antropologia all’Università della Calabria, alle Giornate della progettazione sociale sul tema “Idee altre”, in programma oggi e domani alla Domus Mariae di Roma. “L’Europa si disgrega come tessuto sociale – osserva – e bisogna rimettere al centro uomo e vivibilità”. E prosegue: “Razzismo praticato, percepito e vissuto sono concetti in evoluzione e da approfondire: la Calabria ha votato Salvini, ma a Isola Capo Rizzuto le persone si tuffano in acqua per salvare i profughi che stanno annegando. Ci sono periferie dell’Europa che hanno da dire più di quanto partiti, governi e sovranisti riescono a cogliere. Bisogna ripartire dalle capacità delle persone”. Fare turismo alternativo oggi, secondo Teti, “significa guardare l’altro, entrare nelle realtà, soprattutto le più piccole e abbandonate. I territori vanno rivitalizzati e questa è una problematica che un’associazione come l’Ac può e deve porsi. I luoghi parlano, hanno un’anima, raccolgono memorie, racconti: va recuperato un rapporto con essi, bisogna prendersene cura”. La ‘lentezza’ al centro dell’intervento “fa parte della vita dell’uomo di oggi, che riscopre un approccio al turismo che superi il ‘mordi e fuggi’”. Questa dimensione può e deve riguardare anche i luoghi dello spirito: “Dovrebbero essere punto di partenza per uno sviluppo culturale e di valori, ma anche economico attraverso progetti che valorizzino le potenzialità di tutti” conclude Teti.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa