Patto sociale: Ghidella (Ucid), alla futura Europa chiediamo “omogeneità delle scelte politiche”

Il Patto sociale proposto dall’Ucid mira a cambiare le sorti dell’Italia ma anche dell’Europa che fra pochi mesi andrà alle urne. “È difficile – commenta a margine del convegno nazionale, Riccardo Ghidella, presidente dell’associazione – pensare a uno sviluppo internazionale delle nostre piccole e medie imprese se non c’è una dimensione europea che omogenizza le decisioni e tutela le realtà locali. Questo equilibrio oggi non c’è perché abbiamo una Europa finanziaria e non politica, una sovranità locale richiamata e una sovranità europea assente. O noi abbiamo la capacità di far in modo che le scelte politiche siano omogenee o noi avremo una Italia isolata e fuori sintonia dalla soluzione”. Sulla crescita della disoccupazione, invece, “è indispensabile – osserva – aumentare gli investimenti, adottare un piano industriale, assente da anni in Italia, e aiutare l’imprenditore che dà lavoro tramite il cuneo fiscale. Infine formare chi si inserisce nel mondo del lavoro e adeguare le competenze di chi vi è già inserito”. Sulle pensioni, secondo Ghidella, “è stato compiuto un atto legittimo per riparare allo scempio compiuto dalla legge Fornero. Ma la sussidiarietà a pioggia non so che risultati potrà dare”. Sul tema dell’occupazione della popolazione migrante, lanciato dall’arcivescovo metropolita di Bologna, mons. Matteo Maria Zuppi, in apertura del convegno, Ghidella aggiunge: “L’associazione ha dei colloqui nelle diocesi per capire chi riceviamo nei territori. È necessario operare tutti per l’accoglienza ma anche instradare le persone. Va fatta poi una integrazione culturale che non può fare da sola l’impresa”.

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