Papa a Panama: Via Crucis, “reti di sfruttamento, criminalità e abuso mangiano sulla vita dei giovani”. No a “cultura del bullismo, delle molestie e dell’intimidazione”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Com’è facile cadere nella cultura del bullismo, delle molestie e dell’intimidazione!”. Lo ha esclamato il Papa, nella Via Crucis con gli oltre 200mila giovani di Panama, provenienti da 150 Paesi: “Per Te non è così, Signore: nella croce ti sei identificato con ogni sofferenza, con tutti quelli che si sentono dimenticati. Per Te non è così, Signore, perché hai voluto abbracciare tutti quelli che tante volte consideriamo indegni di un abbraccio, di una carezza, di una benedizione; o peggio ancora, nemmeno ci accorgiamo che ne hanno bisogno. Per Te non è così, Signore: nella croce ti unisci alla ‘via crucis’ di ogni giovane, di ogni situazione per trasformarla in via di risurrezione”. “Padre, oggi la Via Crucis di tuo Figlio si prolunga”, la preghiera di Francesco: “Nel grido soffocato dei bambini ai quali si impedisce di nascere e di tanti altri ai quali si nega il diritto di avere un’infanzia, una famiglia, un’educazione; che non possono giocare, cantare, sognare…; nelle donne maltrattate, sfruttate e abbandonate, spogliate e ignorate nella loro dignità; negli occhi tristi dei giovani che si vedono strappar via le loro speranze di futuro dalla mancanza di educazione e di un lavoro degno; nell’angoscia di tanti giovani volti, nostri amici, che cadono nelle reti di gente senza scrupoli – tra di loro si trovano anche persone che dicono di servirti, Signore –, reti di sfruttamento, di criminalità e di abuso, che mangiano sulla vita dei giovani”.

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