Migranti: mons. de Sinety (vicario Parigi), “la politica non dovrebbe dire alla gente quello che la gente vuole sentirsi dire”

“Molte persone in Francia, come ovunque in Europa e in America, vivono una sorta di sentimento misto: hanno paura dei migranti e al tempo stesso si commuovono davanti alla loro disperazione”. Lo dice il vicario generale di Parigi, mons. Benoist de Sinety, in un’intervista rilasciata a L’Osservatore Romano, autore di un libro che ha come sottotitolo: “Accogliere i migranti, un appello al coraggio”. Osservando che “la fraternità è che il cristiano sa che facciamo parte di un popolo”, il presule afferma che “oggi viviamo una crisi molto profonda, soprattutto in Occidente, la crisi che nasce dal non sapere più di chi siamo figli”. Per quanto riguarda l’esperienza con i migranti mons. de Sinety racconta che “da un lato vedevo tutti quelli che lavoravano e cercavano di aiutarli e dall’altro, allo stesso tempo, in altre aree di Parigi più agiate, molte persone che dicevano che ci sono troppi migranti”. “Era spaventoso. È la logica del guaritore ferito: soltanto uno che è stato ferito può guarire. In Francia – aggiunge – si parla molto poco dei migranti, nella politica. Ne parla l’estrema destra, il Front National, ma in genere gli uomini politici, i responsabili politici, hanno molta paura di parlare dei migranti”. Infine, il vicario ribadisce che “in una società più ‘normale’ la politica non dovrebbe dire alla gente quello che la gente vuole sentirsi dire”. “Dovrebbe avere una funzione anche educativa. Oggi si procede invece per slogan, semplificando una situazione complessa, è questo il problema: viviamo in società dove si è quasi costretti a dire le cose in modo molto semplice anche quando ci si trova di fronte a situazioni molto complicate”.

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