Comunicazione: Milano, dibattito sul futuro del giornalismo. Mons. Delpini, “il buon giornalismo deve favorire relazioni non contrapposizioni dialettiche”

(foto chiesadimilano.it)

(Milano) “Le informazioni tendenziose e ideologicamente orientate, come ad esempio quelle che individuano nei profughi il capro espiatorio di tutti i mali d’Europa, sono deboli. Soprattutto non sono un aiuto a comprendere la realtà nella sua verità più profonda”. Lo ha affermato mons. Mario Delpini, arcivescovo di Milano, all’incontro organizzato all’Istituto dei ciechi dall’Ufficio Comunicazioni sociali della diocesi, in collaborazione con Ucsi Lombardia. Per Delpini “il buon giornalismo deve favorire relazioni, non contrapposizioni dialettiche. Per esprimere un giornalismo di pace è necessario tuttavia esporsi, se davvero si vuole difendere il bene comune, che non è mai gratuito e a buon mercato”. L’incontro è stato introdotto da un saluto di Alessandro Galimberti, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Rispondendo a una domanda sul suo rapporto con i social, l’arcivescovo ha poi ricordato che al recente Sinodo dei vescovi sui giovani, con 250 vescovi provenienti da tutto il mondo, si è osservato che “i giovani nel mondo vivono in condizioni sociali e culturali molto diverse, ma una cosa li accomuna: tutti abitano sui social”. In questo senso bisogna “abitare i social, la tv, la carta stampata proponendo il bene, cose buone: sono convinto che il bene fa bene e convince”.

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