Papa a Panama: liturgia penitenziale a Pacora, no a “muro invisibile che fa pensare che emarginando si risolvano tutti i problemi”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Con la vita della gente sembra più facile dare titoli ed etichette che congelano e stigmatizzano non solo il passato ma anche il presente e il futuro delle persone. Etichette che, in definitiva, non producono altro che divisione: di qua i buoni, di là i cattivi; di qua i giusti, di là i peccatori”. Lo ha denunciato il Papa, nell’omelia della liturgia penitenziale celebrata con 150 giovani detenuti nel carcere minorile di Pacora, e incentrata su “due sguardi ben diversi che si contrappongono”: quello “sterile e infecondo” della mormorazione e del pettegolezzo, tipico dei farisei e deli scribi, “e un altro che chiama alla trasformazione e alla conversione: quello del Signore”. Lo sguardo della mormorazione e del pettegolezzo, ha spiegato Francesco, “inquina tutto perché alza un muro invisibile che fa pensare che emarginando, separando e isolando si risolveranno magicamente tutti i problemi”. “E quando una società o una comunità si permette questo, e non fa altro che bisbigliare e mormorare, entra in un giro vizioso di divisioni, rimproveri e condanne”, il monito: “Entra in un atteggiamento sociale di emarginazione, di esclusione e di opposizione tale” che “normalmente il filo si spezza nel punto più sottile: quello dei più deboli e indifesi”. “Come fa male vedere una società che concentra le sue energie nel mormorare e nello sdegnarsi piuttosto che nell’impegnarsi, impegnarsi per creare opportunità e trasformazione!”, ha esclamato il Papa, facendo notare che “Gesù non ha paura di avvicinarsi a coloro che, per mille ragioni, portavano il peso dell’odio sociale, come nel caso dei pubblicani – ricordiamo che i pubblicani si arricchivano derubando il loro stesso popolo, suscitando molta, molta indignazione – o il peso delle loro colpe, degli errori e degli sbagli, come i cosiddetti peccatori. Lo fa perché sa che nel Cielo si fa più festa per un solo peccatore convertito che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione”. “Molti non sopportano e non amano questa scelta di Gesù, anzi, prima a mezza voce e alla fine gridando manifestano il loro disappunto cercando di screditare il suo comportamento e quello di tutti coloro che stanno con Lui”, ha raccontato Francesco: “Non accettano e rifiutano questa scelta di stare vicino e di offrire nuove opportunità”. Al suo arrivo a Pacora, il Papa è stato accolto dall’arcivescovo di Panama, mons. José Domingo Ulloa Mendieta, e dalla direttrice del Centro, Emma Alba Tejada. Dopo il canto iniziale e la testimonianza di uno dei giovani ospiti della struttura, si è svolta la liturgia penitenziale, con l’omelia del Papa.

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