Migranti: mons. Zuppi (Bologna), “indicare soluzioni efficaci e finalmente chiare per i profughi”

“Cerchiamo la giustizia iniziando a difendere i più deboli, per restare umani e aiutare tutti a restarlo, per indicare soluzioni efficaci e finalmente chiare per i profughi”. È l’esortazione espressa questo pomeriggio dall’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Maria Zuppi, nell’omelia pronunciata nel corso dei Vespri che ha presieduto a conclusione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Nella sua riflessione, l’arcivescovo si è soffermato sulla “giustizia che Dio desidera”: “Quella – ha spiegato – che non sa che non è sufficiente avere le mani pulite, non fare il male, condannare il fratello senza aiutarlo, guardarlo senza averne compassione”. “Non c’è giustizia nell’indifferenza, anzi – ha ammonito – il non fare niente è motivo di ingiustizia sicura, tanto da essere condannati. Non mi hai dato da mangiare. Non lo hai fatto, semplicemente questo. Non servono le giustificazioni e le interpretazioni infinite che pensiamo difendano il nostro io”. “La giustizia, quella che dobbiamo rispettare, non accetta la distinzione tra ‘amici nostri’ e ‘nemici’ che possiamo odiare. Amiamo i nemici perché in essi vediamo, come in chiunque, il nostro prossimo, il fratello che non ci ha riconosciuto, mentre noi lo sappiamo vedere e per questo amare”. “No, la nostra giustizia non è solo amare quelli che ci amano, salutare i nostri ed ignorare gli altri, perché sono tutti nostri e nessuno viene prima, perché tutti sono prossimo. È questa – ha osservato – la giustizia che hanno amato i fratelli martiri che ci uniscono nella loro testimonianza di amore e che ricordiamo assieme, messi a morte o colpiti duramente”. Secondo mons. Zuppi, “cercare la giustizia indicata da Gesù ci invita a riconciliarci tra noi e ad avere una casa dove parlare con ancora più franchezza, non per confondersi o per ignorare le differenze, ma per crescere nell’unità”.

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