Diocesi: mons. Zuppi (Bologna), “cercare quello che unisce non significa perdere la diversità”

“Non ci stanchiamo di chiedere l’Unità. Chiederla e chiederla insieme è già iniziare a viverla. Farlo ci aiuta a riconoscere quello che ci unisce ed a mettere da parte quello che divide”. Lo ha affermato questo pomeriggio l’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Maria Zuppi, l’omelia pronunciata nel corso dei Vespri che ha presieduto a conclusione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Nell’occasione è stato dato inizio all’ultimo periodo di lavoro per la costituzione del Consiglio ecumenico delle Chiese di Bologna. L’arcivescovo ha sottolineato come “cercare quello che unisce non significa perdere la diversità. Non porta all’uniformità, ma alla comunione”. “Sappiamo quanto sono radicate le ragioni delle divisioni, che diventano come il carattere, così difficile da cambiare. Il sacramento dell’amicizia ci aiuterà”, ha assicurato Zuppi, secondo cui “per l’unità vale la pena mettere da parte quello che divide e che posso perdere, anche al costo di cambiare qualcosa perché ci porta più vicini a Gesù”. “Noi tutti – ha proseguito – siamo dei pellegrini che camminano verso l’unità, diretti in quella casa, unica per tutti, con tante dimore. Cerchiamo di viverla fin da oggi, più che possiamo e di non accontentarci mai sia solo un galateo, pure importante, che regola le nostre relazioni”. “Il Consiglio delle Chiese – ha poi sottolineato – può permettere di cercare con maggiore determinazione quello che ci unisce o che ci può unire, mettendo da parte, non ignorando, quello che ci divide. Se saremo nuovi perché pieni dell’amore di Cristo questa unità crescerà”.

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