Diocesi: Andria, un corso d’italiano per detenuti stranieri

Al via da lunedì 28 gennaio il corso d’italiano per detenuti stranieri. Si intitola “Liberi di parlare” ed è il nuovo servizio voluto dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Andria, nato grazie alla collaborazione con l’associazione di volontariato Salah. L’iniziativa è rivolta ai detenuti stranieri del carcere di Trani. A tenere i corsi, docenti specializzati, in modo da favorire l’inclusione socio-linguistica sia durante il periodo detentivo sia una volta scontata la pena. Il progetto durerà 60 ore. Le lezioni si svolgeranno per due ore due volte a settimana per 15 settimane. “I detenuti stranieri vivono un ‘surplus di sofferenza’, ossia un’ulteriore debolezza rispetto agli autoctoni, dovuta alle difficoltà linguistiche che incontrano”, si legge in una nota. Il riferimento è alla “faticosa comunicazione con gli agenti, con gli operatori penitenziari, con gli psicologi, con i medici, con detenuti italofoni o di altra lingua, a cui si aggiunge la mancata comprensione dei sistemi normativi, l’ignoranza circa i propri diritti e così via. Per questo motivo, ci siamo sentiti in dovere d’intervenire”. Obiettivo del progetto, insegnare ai detenuti stranieri l’italiano di base scritto e parlato e, con questo, “avvicinarli ai nostri costumi e alle nostre regole, spingerli a provare a comprendere una diversa realtà sociale, a instaurare rapporti con detenuti di altra nazionalità, ad assumere un atteggiamento più aperto e collaborativo”.

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