Cattolici e politica: Costalli (Mcl), “sì impegno a livello locale ed europeo”

“Siamo di fronte ad un necessario tempo nuovo, una fase nella quale le soluzioni ai grandi problemi del Paese devono fondarsi, come è sempre stato nella storia d’Italia, sul contributo dei cattolici che ispirano la risorsa culturale e politica del popolarismo e non si rassegnano all’irrilevanza politica”. Ne è convinto Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano lavoratori, per il quale è necessario che “il mondo cattolico riscopra il carattere essenziale della presenza pubblica nell’esperienza di fede”. “Dobbiamo fare un salto di qualità, assumendoci responsabilità e cercando le indispensabili alleanze”, è stato l’invito di Costalli che ha ricordato che “per i laici essere ‘Chiesa in uscita’ significa anche farsi carico della cosa pubblica, a partire dalle amministrazioni locali, nazionali e dell’Europa, per poter dare il proprio originale contributo a favore di tutta la comunità”. “Dobbiamo ‘metterci la faccia’ – ha scandito il presidente Mcl – anche attraverso delle liste civiche a livello locale che ben esprimono il fermento che c’è. E nel futuro, ormai prossimo, anche con una presenza attiva per le elezioni del Parlamento Europeo”. Nella sua relazione al XIII congresso che si è aperto a Roma, Costalli ha spiegato che “si tratta di vivere pienamente e concretamente la responsabilità della cosa pubblica, per salvaguardare e sviluppare i luoghi della partecipazione e del confronto, senza i quali non può esistere una vera democrazia”. “Va fatto – ha concluso – in autonomia e a schiena dritta, liberi e forti: un’autonomia di cui spesso è stata carente anche parte del mondo cattolico”.

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