Unione europea: Erasmus+, 2017 anno record. Navracsics, “ruolo centrale per un’Europa più forte e inclusiva”

(Bruxelles) Nella relazione annuale, riferita al 2017, sul programma Erasmus+, la Commissione europea rileva che Francia, Germania e Spagna sono stati i tre principali Paesi di partenza di studenti per un periodo di formazione all’estero, mentre le tre destinazioni più popolari sono state la Spagna, la Germania e il Regno Unito. Alla luce dei risultati oggi resi noti, il commissario per l’istruzione, la cultura e i giovani, Tibor Navracsics, dichiara: “Il 2017, anno dedicato ai festeggiamenti per il trentennale di Erasmus, si è rilevato un anno durante il quale, ancora una volta, il programma ha ampliato gli orizzonti, ha favorito gli scambi culturali e ha aperto nuove opportunità nei settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport”. Le cifre pubblicate “confermano il ruolo centrale di Erasmus+ nella costruzione di un’Europa più forte, più inclusiva e più resiliente. Vogliamo proseguire con un programma ancora più ampio e migliore nel quadro del nuovo bilancio a lungo termine dell’Ue”, quello relativo al periodo 2021-2027, “per potere investire ancor più sui giovani europei provenienti da una varietà di contesti ancora maggiore”.
La relazione mostra che Erasmus+ “è ben più che un programma rivolto agli studenti universitari e al personale accademico. L’Ue – chiarisce una nota della Commissione – ha inoltre continuato a mettere a disposizione corsi di formazione professionale per i discenti e il personale (160mila persone), per i giovani e i giovani lavoratori (158mila) e per il personale del settore dell’istruzione per gli adulti (6.400)”. Tra i beneficiari dei progetti di cooperazione vanno inoltre annoverati i docenti e il personale scolastico (47mila) e i loro alunni (110mila).

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