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Papa Francesco: messaggio Gmcs, “la rete deve custodire una comunione di persone libere”. Dal “like” all'”amen”

foto SIR/Marco Calvarese

“Se la rete è usata come prolungamento o come attesa di tale incontro, allora non tradisce sé stessa e rimane una risorsa per la comunione. Se una famiglia usa la rete per essere più collegata, per poi incontrarsi a tavola e guardarsi negli occhi, allora è una risorsa. Se una comunità ecclesiale coordina la propria attività attraverso la rete, per poi celebrare l’Eucaristia insieme, allora è una risorsa”. Lo sostiene Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2019 sul tema “’Siamo membra gli uni degli altri’ (Ef 4,25). Dalle social network communities alla comunità umana”. Per il Santo Padre, “se la rete è occasione per avvicinarmi a storie ed esperienze di bellezza o di sofferenza fisicamente lontane da me, per pregare insieme e insieme cercare il bene nella riscoperta di ciò che ci unisce, allora è una risorsa”. D’altra parte, prosegue, “la rete che vogliamo” è “una rete non fatta per intrappolare, ma per liberare, per custodire una comunione di persone libere”. “La Chiesa stessa è una rete tessuta dalla comunione eucaristica, dove l’unione non si fonda sui ‘like’, ma sulla verità, sull’’amen’, con cui ognuno aderisce al Corpo di Cristo, accogliendo gli altri”.

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