Intelligenza artificiale: Benanti (esperto), “macchine non potranno mai autodeterminarsi perché consapevolezza è qualità umana”

La differenza tra l’intelligenza umana e quella di una macchina, per quanto sofisticata, è “radicale”. “L’intelligenza artificiale (AI) non va confusa con un analogato umano perché è finalizzata a compiti molto specifici”. A precisarlo in un’intervista al Sir è Paolo Benanti, francescano, docente di teologia morale ed etica delle tecnologie alla Pontificia Università Gregoriana, accademico della Pontificia Accademia per la Vita e membro del Gruppo di esperti di alto livello appena insediatosi presso il ministero dello Sviluppo economico per supportare il governo nell’elaborazione di una strategia nazionale per le intelligenze artificiali. “La AI – spiega – è un’intelligenza molto specifica addestrata per determinati compiti”. E le “macchine pensanti” non saranno mai in grado di autodeterminarsi consapevolmente “perché la consapevolezza è una qualità umana e richiederebbe un’intelligenza generale e non specifica come quella artificiale. Richiederebbe che fossimo in grado di creare non qualcosa ma qualcuno. Ciò non toglie che dovremmo arrivare ad avere macchine che fanno cose che non riusciamo a spiegare, il cui funzionamento complesso potrebbe superare la nostra capacità di comprensione, ma questo non le renderà certamente persone”. Quanto all’impatto del progressivo sviluppo dell’AI sull’autocomprensione dell’uomo, Benanti riconosce che “l’artefatto tecnologico può cambiare la comprensione che l’uomo ha di se stesso e del mondo. È già accaduto in passato” quando con la lente convessa abbiamo generato il telescopio e il microscopio” e quindi “l’infinitamente lontano e l’infinitamente piccolo” hanno modificato “la comprensione dell’universo e del nostro corpo”. Oggi il computer che lavora sui dati genera il “macroscopio”. Insomma, l’intelligenza artificiale “sta già modificando la percezione che abbiamo di noi, basti pensare alle neuroscienze o ai modelli di fisica teorica o di astrofisica”.

 

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