Giornalisti: vescovi marchigiani, “indispensabile una capacità di saggio discernimento, oltre che una solida formazione umana e professionale”

Un augurio e un ringraziamento: sono quelli che rivolgono i vescovi delle Marche, per la festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e dei comunicatori, “ai professionisti e ai volontari impegnati in questo importante ambito sociale, sempre più segnato da continue novità e da incessanti sviluppi tecnologici”.
“Quest’anno – fanno notare i vescovi – il Messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali interpella indistintamente tutti coloro che hanno a cuore il futuro dell’uomo e spinge a entrare nel complesso universo delle relazioni con una specifica attenzione a quelle virtuali, ampiamente sviluppate grazie alle nuove più moderne tecnologie informatiche”.
Le parole del Pontefice, per i presuli marchigiani, “costituiscono un pressante stimolo a guardare con cura al delicato equilibrio che si stabilisce nelle relazioni umane convivendo con i nuovi media, per i quali è indispensabile una capacità di saggio discernimento, oltre che una solida formazione umana e professionale”. Solo così “si è in grado di governare i complessi processi comunicativi e relazionali. Succede invece che si deleghi spesso agli strumenti della comunicazione quelle responsabilità che in realtà non competerebbero ad essi, non considerando a sufficienza il dovere di valutare come e quando utilizzarli”. Secondo i vescovi, “proprio da questa frequente inadeguatezza, come la realtà quotidiana mostra, nascono le distorsioni di cui ci lamentiamo e che influiscono negativamente creando improvvide relazioni personali e sociali, non facilitando purtroppo, e talora addirittura impedendo, la costruzione di comunità fraterne e solidali”.
“Mentre pertanto incoraggiamo giornalisti e operatori in ogni ambito dei media a porre a disposizione delle comunità le loro capacità professionali e le specifiche competenze perché cresca la consapevolezza di essere tutti coinvolti nel processo della comunicazione – concludono i vescovi -, invochiamo l’aiuto di Dio perché, acquisendo in maniera saggia e responsabile il nuovo alfabeto della comunicazione, le nostre comunità siano aiutate a tessere relazioni capaci di promuovere dialogo, verità, rispetto”.

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