Forum Davos: leader a confronto sul futuro d’Europa. Moavero Milanesi, “a maggio in competizione visioni realmente diverse dell’Ue”

Un momento di confronto sulle linee politiche che possono dare “nuovo input” all’Europa ha trovato spazio oggi nel programma del Forum economico mondiale di Davos. “Quando i giovani di oggi saranno vecchi, la popolazione europea sarà il 7% della popolazione mondiale e il suo peso economico il 15% dell’economia mondiale. Per preservare i nostri valori e il nostro modo di vivere, dobbiamo restare insieme”, ha dichiarato Leo Vardakar, premier irlandese, cui ha fatto eco la commissaria Cecilia Malmström: “La parola d’ordine è insieme”. Secondo Mateusz Morawiecki, premier polacco, la direzione è “fondare l’identità europea sulla diversità. Non possiamo fare finta che non sia così, ma occorre lavorare su questo nei decenni a venire”. C’è anche la necessità di ridare potere alle persone, ripensando la trasparenza delle procedure e dei processi decisionali dell’Ue”. Interpellati sul quali riforme si rendono necessarie, Mark Rutte, premier olandese ha elencato tre cose: espandere “il libero mercato ben oltre quello dei beni, ai servizi, al digitale, ai capitali”; l’Ue, organismo multilaterale per eccellenza, sia motore delle riforme delle istituzioni internazionali e poi l’ambiente. Da Rutte un’indicazione (dopo aver parlato di bilanci e migrazioni): “Se mantenessimo gli impegni presi nei trattati, l’insieme funzionerebbe e avanzeremmo con decisione”.
Le priorità per il premier polacco Morawiecki invece: eliminare dall’Europa tutti i paradisi fiscali, evitare standard diversi per Paesi diversi (come avvenuto per l’Italia rispetto alla Francia, sostiene) e sulle migrazioni: la Polonia nel silenzio accoglie chi scappa dalla guerra in Ucraina e semplifica le tensioni sul confine orientale. Nell’elenco di Vardakar per il futuro dell’Europa, compare invece lo sviluppo dell’Africa: “Se i Paesi occidentali spendessero in Africa ciò che si è speso per la guerra in Siria, non avremmo la situazione che abbiamo oggi”. Parlando invece dell’appuntamento elettorale di maggio, in Europa, il ministro degli esteri italiano Enzo Moavero Milanesi le ha inserite in un “cambiamento” in corso”: “situazioni politiche diverse da uno Stato all’altro sono divenute situazioni europee” e ciò che avviene in un Paese può influenzare l’altro. “Le elezioni sono catalizzatori di questa tendenza”, in una “arena politica europea su cui si svolge il confronto a cui non siamo abituati”. Guardando a maggio ha aggiunto: “Avremo delle vere elezioni politiche europee perché saranno in competizione visioni realmente diverse dell’Europa”.

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