Forum Davos: Guterres (Onu), creare un multilateralismo che dimostri alle persone che “ci prendiamo cura di chi è rimasto indietro”

“Sono un multilateralista. Ma penso che non sia abbastanza dirlo, né denigrare quelli che sono in disaccordo”. Occorre “un multilateralismo che sia interrelato”, con le grandi organizzazioni internazionali, e “inclusivo, in cui gli stati, ma anche la comunità imprenditoriale, civile, accademica sono parte”, perché per affrontare le questioni sul tavolo oggi “vanno incorporate le abilità di tutti”. Tre quindi le priorità del segretario generale dell’Onu: “Dimostrare che ci prendiamo cura di chi è rimasto indietro, che i nostri programmi mirano ad aiutare a risolvere i loro problemi”. Portare avanti il programma di riforme per rimediare alla lentezza, burocrazia, pesantezza, mancanza di trasparenza. E terzo, “mostrare il valore aggiunto delle Nazioni Unite”. Come è stato Katowice, i passi fatti nella situazione in Yemen, in Sud Sudan. Tra i temi affrontanti su sollecitazione del moderatore Borge Brende (Forum economico mondiale), l’empowerment delle donne: “È sempre difficile cedere il potere, normalmente il potere si prende. Ciò vale anche in questo mondo dominato dagli uomini, con una culture maschile”. Sulla rivoluzione 4.0: “L’impatto nelle economie e società sarà enorme. Ci dobbiamo mobilitare per prevederli e preparare gli strumenti”, a partire dalla scuola e la formazione, dalle reti di protezione sociale. La complessa questione della digitalizzazione richiede regole: gli “strumenti tradizionali sono inadeguati”, servono “meccanismi soft”.
Anche l’intelligenza artificiale, soprattutto in relazione alla pace e sicurezza, è settore senza regole e con accordi che non si applicano più su nuove realtà (armi autonome ad esempio). “Serve un consenso minimo nel mondo su come integrare le nuove tecnologie in un mondo che abbiamo definito decenni fa”. Guterres ha concluso accennando ad aspirazioni positive: “C’è un vento di speranza che soffia in relazione a molti conflitti drammatici”. “Mia intenzione è intensificare la ricerca della pace con la diplomazia e fare di tutto per portare un certo numero di situazioni a un processo politico serio: il Sud Sudan, la Repubblica centrafricana, lo Yemen, la Libia”.

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