Medio Oriente: card. Parolin, “situazione non incoraggiante, siamo spettatori di un crescendo di conflittualità”

“Il quadro internazionale – e la situazione del Medio Oriente in particolare – non sono per nulla incoraggianti. A me sembra che siamo spettatori di un crescendo di conflittualità, a tutti i livelli. Ciò richiede l’impegno di tutti, per porre fine alla violenza innanzitutto”. Lo dice il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, in un’intervista rilasciata a Mauro Ungaro, direttore del settimanale dell’arcidiocesi di Gorizia, “Voce Isontina”, e anticipata dal Sir. “Dialogo e negoziato sono gli strumenti per aprire la strada al rispetto e alla fiducia reciproci e avviare percorsi di riconciliazione”, aggiunge il porporato. Ricordando che “la guerra è figlia della povertà”, il cardinale sostiene che “si sconfigge anzitutto sradicando la miseria, solo avendo cura che a nessuno manchino il pane e il lavoro, la dignità”. “Ma affinché ciò sia possibile è essenziale che chi detiene il potere si ponga finalmente e decisamente al vero servizio della pace e non dei propri interessi”. Riferendosi al ruolo che “i cristiani hanno sempre giocato di equilibrio e mediazione nelle società medio-orientali”, il segretario di Stato vaticano afferma che “essi possono ancora svolgere un compito significativo”. “La drammatica riduzione della presenza cristiana in Medio Oriente, a causa degli eventi bellici e della diffusione di ideologie islamiste radicali, preoccupa vivamente la Santa Sede, come dovrebbe preoccupare ogni persona che ha a cuore il futuro di quella regione e dell’intera umanità”.

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