Giovani: card. Parolin, “chiediamo loro entusiasmo, fiducia, collaborazione, creatività”

“I giovani si attendono dalla Chiesa una testimonianza di santità ordinaria, non spettacolare, ma solida e vivace. Una Chiesa cioè che, insieme a loro, indirizza il proprio sguardo sul Signore Gesù, perché Gesù diventi compagno di viaggio sicuro e fedele di ogni esistenza”. Lo dice il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, in un’intervista rilasciata a Mauro Ungaro, direttore del settimanale dell’arcidiocesi di Gorizia, “Voce Isontina”, e anticipata dal Sir. “La Chiesa conta sui giovani, lo ha sempre fatto e continuerà a farlo. Basti pensare a quanti sono nella storia della Chiesa, dal suo inizio fino ai nostri giorni, i giovani e le giovani santi”. Secondo il porporato, è importante, prima di chiedere qualcosa ai giovani o avere aspettative verso di loro, domandarsi “che cosa i giovani si aspettino dalla Chiesa. E i giovani lo hanno detto in molti modi nel cammino di preparazione al Sinodo: si aspettano coerenza, trasparenza, onestà, autenticità”. “Solo se partiamo dalla nostra conversione spirituale, pastorale e missionaria possiamo chiedere qualcosa ai giovani – sostiene il cardinale -. In fondo chiediamo quello che dobbiamo dare loro: entusiasmo, fiducia, collaborazione, creatività, autonomia e speranza. Camminando dietro a Cristo insieme ai giovani possiamo essere ‘la giovinezza del mondo’, come ci ricorda il Messaggio del Concilio Vaticano II ai giovani”.

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