Forum Davos: Conte, “abbiamo bisogno di una nuova era dell’umanesimo”

“Gli italiani si sono mostrati maturi, attaccati alle Istituzioni democratiche. Non sono andati a protestare per le strade e non hanno manifestato la propria rabbia. Hanno utilizzato elezioni democratiche per liberarsi delle vecchie élite” e il “mio governo è la risposta istituzionale al desiderio degli italiani di trovare un cammino verso il futuro”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, nel suo intervento al World Economic Forum di Davos. Il premier ha ricordato come in passato “è stato chiesto alle persone di tollerare il fallimento dei mercati. Le persone ne hanno pagato il prezzo, ma i benefici non si sono ancora materializzati”. Conte ha rivendicato le scelte compiute dal suo governo, le “soluzioni” ideate e attuate per dare quelle “risposte più urgenti del nostro Paese”. E ha spiegato i contenuti di reddito di cittadinanza e “quota 100” per le pensioni. “L’innalzamento della soglia dell’età per il pensionamento” attuato dai governi precedenti – ha spiegato Conte – “è una violazione del contratto sociale e quindi va rettificato”. In una “società percepita come poco uguale”, il premier ha affermato che “vogliamo che la prosperità sia a portata di tutti”. “Abbiamo bisogno di posti di lavoro per tutti, di condizioni di lavoro stabili e non solo per piccole minoranze” oltre che di regole che rispettino la dignità umana. “Abbiamo bisogno di una nuova era dell’umanesimo”, ha scandito Conte parlando della necessità di “una visione radicalmente nuova”. “Siamo convinti che il potere di cambiare le cose non può essere conferito ad una piccola minoranza di cittadinanza. Vogliamo dare questo potere a coloro che avrebbero dovuto averlo, al popolo italiano”.

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