Diocesi: mons. Bregantini (Campobasso), “dai social alla piazza per non far perdere alla società il suo volto umano”

“Dai social alla piazza, ossia l’arte del comunicare”: su questo riflette l’arcivescovo di Campobasso–Bojano, mons. GianCarlo Bregantini, in occasione della festa di san Francesco di Sales, a partire dal tema che Papa Francesco ha scelto per la 53ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali di quest’anno. “In fondo – osserva il presule – il Papa ci vuol dire che bisogna vivere questo passaggio fondamentale: dalla piazza virtuale a quella reale della propria città. Solo così la società non perderà il suo volto umano.
“Dal cuore alle mani”: “È sempre stato lo slogan del patrono dei giornalisti, san Francesco di Sales – ricorda Bregantini -. Una figura dalla quale possiamo ancora oggi trarre qualche esempio fondamentale per fare della comunicazione un’arte. Cioè davvero l’unico modo reale per incontrarci, volto nel volto, cor ad cor, cioè cuore a cuore. Un’esortazione che ci aiuta ad oleare il motore delle nostre relazioni, specie quando le viviamo come un incaglio, un impedimento che frena e ci impedisce di guardare fin nel profondo di quanto sta accadendo. Da qui spesso l’insorgere di incomprensioni che poi diventano divisioni. Senza più dialogo”.
Ricordando quando San Francesco di Sales diceva a proposito delle vespe, che, al contrario delle api, “succhiano il nettare dai fiori ma non lo trasformano in miele ma in veleno”, l’arcivescovo ammonisce: “Dai fatti e dalle storie di vita dobbiamo riuscire a fare nostro il lavorio delle api, piuttosto che quello delle vespe, creando, con l’informazione data, parole che costruiscano ponti e non muri”. Dunque, “opportunità di bene, di speranza e di riconciliazione e non ostilità e contrapposizioni. Il suo metodo era appunto questo: si mediti prima per sé quello che si vuole dire agli altri! Proprio per questo, è il patrono dei giornalisti. Perché ha messo al centro la verità, detta però non con lo stile dell’arroganza, ma dell’umiltà e della semplicità. Che rende poi reali e amabili le cose che dici! Con le sue famose tre regole d’oro: capacità di sintesi; acutezza ed espressività. Cioè, far vibrare le cose che dici. Perché quello che tu dici entrerà veramente nel cuore dell’altro, solo se esce prima dal tuo cuore!”, conclude mons. Bregantini.

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