Beni culturali ecclesiastici: mons. Pompili (Rieti), “non solo conservare ma far fecondare la cultura”

“Siamo in dirittura di arrivo per una convenzione tra Regione Lazio e Conferenza episcopale regionale sui beni culturali e promozione della cultura, un accordo che fa seguito a una convenzione analoga tra Cei e Governo italiano del luglio 2017”. Lo afferma mons. Domenico Pompili, vescovo di Rieti e presidente della Commissione beni culturali-edilizia di culto della Conferenza episcopale laziale, intervenuto oggi al convegno su “Beni culturali ecclesiastici: tutela e protezione tra presente e futuro”. L’iniziativa, che si è svolta al Palazzo vescovile di Velletri, è stata promossa da Cei, Conferenza episcopale laziale attraverso la Consulta regionale per i beni ecclesiastici e l’edilizia di culto, Mibact e Comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale. “Occorre sempre più fare squadra tra istanze differenti: la Chiesa, che è il più delle volte la legittima proprietaria delle opere d’arte, e lo Stato nelle sue molteplici ramificazioni, Ministero e anche Carabinieri” aggiunge mons. Pompili: “È inoltre nostro compito, dopo la tutela, la promozione delle opere d’arte, perché musei, biblioteche e archivi da luoghi inaccessibili diventino luoghi fruibili a tutti. Non dobbiamo solo conservare ciò che abbiamo ricevuto in eredità dalla storia, ma continuare a far fecondare la cultura oggi, che è un’espressione della fede. La fede si nutre di ciò che l’arte produce in termini di immaginazione e noi dobbiamo renderla accessibile per arricchire mente e cuore delle nuove generazioni”.

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