Trattato franco-tedesco: Darnis (Iai), “motore in grado di trascinare l’intera Europa”

Il nuovo trattato franco-tedesco firmato oggi ad Aquisgrana rinnova il Trattato dell’Eliseo, firmato nel 1963: esso “ha rappresentato un passo importante nella riconciliazione tra le due nazioni, illustrando anche la volontà di Charles De Gaulle di rilanciare la costruzione europea in chiave inter-statale”. Jean-Pierre Darnis, consigliere scientifico e responsabile del programma Tecnologia e relazioni internazionali dell’Istituto affari internazionali, e professore associato all’università di Nizza, commenta la firma della nuova intesa tra Berlino e Parigi (www.affarinternazionali.it). Oggi “Francia e Germania sono due Paesi assai diversi dal punto di vista politico e istituzionale: una repubblica presidenziale centralizzata la prima, mentre la seconda ha un carattere parlamentare e federalista. Rappresentando due culture politiche divergenti, la cooperazione non è automatica e molto spesso si presentano tensioni, anche a causa di una storia passata particolarmente difficile. Però possiamo constatare quanto il rapporto fra Francia e Germania sia strutturale per l’Europa”. Darnis afferma: “La chiave sta nella ricerca quasi obbligata di un compromesso fra i due Paesi, una posizione mediana spesso capace di trascinare l’intera Europa, sia per il peso specifico dei due Stati membri, sia per la possibilità di esprimere una sintesi fra Europa del Nord ed Europa del Sud”.
Il nuovo Trattato di Aquisgrana “si presenta in grande continuità con la versione precedente. Possiamo rilevare l’aggiunta di una clausola di difesa comune: una novità dal punto di vista bilaterale, che non dovrebbe però cambiare l’atteggiamento francese e tedesco all’interno della Nato, ma che potrebbe segnare un’ulteriore volontà di proseguire la costruzione della difesa europea, anche tramite l’integrazione differenziata”.

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