Diocesi: Spoleto-Norcia, detenuto con arma rudimentale bloccato prima della messa con l’arcivescovo. Mons. Boccardo, “presto tornerò in carcere”

In merito al comunicato della segreteria locale di Spoleto dell’Organizzazione sindacale autonoma Polizia penitenziaria (Osapp) diffuso ieri nel quale si affermava che la Polizia penitenziaria, in occasione della messa celebrata dall’arcivescovo Renato Boccardo il 12 gennaio scorso presso la casa di reclusione di Spoleto, ha “sventato un possibile attentato nei confronti dell’arcivescovo, neutralizzando un detenuto che cercava di arrivare nella chiesa con un’arma rudimentale… una lametta che usciva dalla parte superiore per circa 3 centimetri”, la Curia arcivescovile di Spoleto-Norcia ha diffuso una nota nella quale precisa che “l’arcivescovo è stato informato dell’accaduto al termine della celebrazione eucaristica dal comandante della Polizia penitenziaria Marco Piersigilli”. Mons. Boccardo si era recato nella casa di reclusione per portare la reliquia del patrono di Spoleto, san Ponziano. “La celebrazione eucaristica – prosegue la nota – si è svolta normalmente, nessuno ha percepito nulla. Al termine della messa mons. Boccardo si è fatto le foto con i detenuti che lo hanno richiesto dinanzi alla reliquia di san Ponziano, poi è sceso tra i banchi della chiesa del carcere per salutare uno ad uno i carcerati” e “in molti lo hanno abbracciato, diversi gli hanno consegnato lettere”. L’arcivescovo, puntualizza la Curia, “come concordato con il direttore della Polizia penitenziaria, ha mantenuto il riserbo sul fatto: era stato comunque informato sulla possibilità che il suddetto sindacato diramasse una nota”. Mons. Boccardo, continua la nota, ringrazia la Polizia penitenziaria per “l’efficienza e la delicatezza dimostrata e per aver garantito il normale prosieguo della messa”. L’arcidiocesi conferma che “questo episodio non modificherà il servizio pastorale che la Chiesa assicura ai detenuti tramite il cappellano mons. Eugenio Bartoli e il diacono permanente Francesco Pietro d’Urso”. “Anche io, appena possibile – afferma mons. Boccardo -, tornerò in carcere per far visita a questi fratelli chiamati a costruire la pace nel loro cuore, a recuperare la capacità di progettare e di sognare”.

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