+++ Cara di Castelnuovo di Porto: mons. Reali (vescovo di Porto-Santa Rufina), “assurdo interrompere progetti di integrazione ben avviati” +++

“Dopo tanti anni d’impegno della comunità locale mi pare assurdo interrompere progetti di integrazione ben avviati,  con la partecipazione di tanti cittadini e volontari della diocesi”. Questo è il commento al Sir di monsignor Gino Reali, vescovo di Porto-Santa Rufina, a proposito dello smantellamento del Cara di Castelnuovo di Porto, il secondo centro per rifugiati più grande d’Italia, lo stesso visitato da Papa Francesco il Giovedì Santo del 2016, esempio virtuoso di accoglienza ed integrazione. 305 dei 535 ospiti (bambini, donne e uomini)  saranno trasferiti in altre regioni italiane a seguito alla chiusura del Cara da parte del Viminale. Stasera alle 17 si svolgerà una marcia silenziosa dalla parrocchia di Santa Lucia in Pontestorto fino al centro per rifugiati. Ci saranno anche parroci, gruppi parrocchiali, ragazzi delle scuole dove studiavano i bambini del Cara, volontari, associazioni del territorio, sindacalisti, anche per testimoniare vicinanza agli oltre cento lavoratori italiani (medici, psicologi, mediatori culturali e insegnanti) del Cara, gestito dalla cooperativa Auxilium, a rischio licenziamento. Il vescovo contesta “il metodo di trasferimento” dei migranti, “che non mi pare dignitoso per donne, uomini e bambini che hanno alle spalle storie drammatiche. Quale futuro offriamo a queste persone? Quale immagine di civiltà stiamo dando?”. E conclude con una preghiera “perché questa gente non perda la speranza e trovi la giusta accoglienza”. I titolari di protezione internazionale saranno trasferiti in altre strutture ma non si sa in quali città, solo le regioni: Toscana, Umbria e Lombardia. Ma molti rischiano di finire in strada perché hanno i permessi scaduti e non potranno accedere alla seconda accoglienza.

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