Adeguamento liturgico cattedrali: mons. Trudu (Pfts Cagliari), “monumenti di fede e arte. Sfida è armonizzare conservazione con adeguamento”

foto SIR/Marco Calvarese

“Armonizzare la conservazione con l’adeguamento”. Questa, per mons. Fabio Trudu, docente di liturgia e teologia dei sacramenti presso la Pfts di Cagliari, la sfida posta oggi dal “doveroso” adeguamento liturgico delle cattedrali. Nel suo intervento alla giornata di formazione per illustrare il “Bando nazionale per l’adeguamento liturgico delle cattedrali” in corso a Roma, il relatore premette che la cattedra episcopale, elemento distintivo della chiesa cattedrale, “rimanda direttamente al ministero del vescovo” e “non solo dà il nome alla cattedrale, ma racchiude iconicamente l’unicità di quell’edificio liturgico, riconosciuto come chiesa madre della diocesi, e ne orienta l’intero spazio”. La cattedrale è “immagine della Chiesa radicata nel territorio”, ma è anzitutto “un monumento della fede cristiana”. Mons. Trudu richiama la Nota pastorale dei vescovi italiani del 1996 “L’adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica”, e sottolinea che il termine “adeguamento” si riferisce al processo che modifica gli edifici di culto “in relazione alla comprensione della liturgia che la Chiesa ha maturato nelle varie epoche storiche”, ne sottolinea la complessità e definisce “doverosa” la sua attuazione. Soffermandosi sull’adeguamento della cattedrale nei percorsi liturgici, il relatore osserva che “il luogo liturgico non è semplicemente uno ‘spazio per celebrare’,” ma primariamente è uno “spazio che celebra’”. Al suo interno la cattedra episcopale “rende visibile il ministero del vescovo nella Chiesa particolare, di cui è pastore e segno di unità”; per questo non deve essere “un trono” bensì “un seggio semplice e solenne al tempo stesso”. “Monumenti di fede e arte: questo sono le nostre cattedrali, monumenti dove la storia ha lasciato le sue tracce” eppure “riescono a risultare contemporanee ad ogni tempo. Anche alla nostra generazione – conclude – è richiesto di ricevere questa eredità e di aggiungere ancora una pagina con la propria firma. Una pagina che accoglierà la sfida di armonizzare la conservazione con l’adeguamento, ciò che ha ricevuto con ciò che a sua volta potrà lasciare in eredità”.

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